Sui protagonisti fantasy

Salve a tutti!
Dopo aver sfruttato indegnamente l’Alchimista per portare avanti il blog mentre io risolvevo altri affari, ho deciso che era ora di tornare a far sentire la mia presenza, prima che qualcuno si dimenticasse di me.
Cos…?
Come sarebbe a dire “Chi diamine è questa?!
LETTORI INFEDELI!
Dicevo, visto che ho la testa che mi ronza ancora di integrali, di infiniti, di serie e di nomi di gente strana che ha scritto teoremi ancora più strani (sì, Taylor, parlo con te!), stavolta non farò una recensione ma uno sproloq un discorso ben chiaro e argomentato sui protagonisti dei fantasy in generale e di quelli trashosi in particolare.

1) Perchè voi val loro valgono!
Sarò breve.
Come diavolo è possibile che un protagonista, ad un’età in cui io ancora stavo imparando ad andare in bicicletta senza mani, riesca a padroneggiare ogni tipo di arte e abilità meglio di elfi e/o stregoni centenari?
Cosa…? No, il fatto che io debba ancora imparare ad andare in bicicletta senza mani non cambia il senso del discorso.
Sia chiaro, io non ce l’ho con i protagonisti dotati, ci mancherebbe: sono loro i protagonisti, qualche qualità la devono pur avere.
MA CON MODERAZIONE E SENSO LOGICO, PER LA MISERIA!
Io non sono una che sclera appena qualcosa è un po’ fuori dalle righe, il mio personaggio GdR combatte con una padella, dannazione!
Se c’è un personaggio con così tanti pugnali che gli servirebbe una carriola per portarli, io non ho problemi; non me ne frega nulla se il tuo protagonista è un campione di scherma, anzi, meglio per lui; se poi è un mago superdotato ancora meglio, ci si diverte sempre di più, con i maghi.
Quello che, invece, mi irrita nel profondo è vedere questo personaggio incapace, dicamo il classico contadino che sembra andare per la maggiore nei fantatrash, che nel giro di pochissimo tempo diventa un grande mago, un campione di scherma, scaglia frecce che nemmeno Merida e visto che c’è scrive pure poesie.
Porca *censura*! Ho capito che sei l’eroe, ma non sei un Dio, dannazione!
Altra cosa che mi irrita è vedere un protagonista come quello qui sopra che si scopre essere più esperto in qualcosa di gente che la fa da una vita.
No, sul serio?
Contadini che diventano geni di strategia, mentre prima manco sapevano leggere, ragazzine di quattordici anni che usano la magia meglio di qualunque elfo… PERCHÈ?!
Oh, tu, autore fantasy esordiente, pensi davvero che sia possibile che esista qualcuno che prende in mano una chitarra e suona meglio di Jimi Hendrix senza aver mai studiato musica?
No?
E ALLORA PERCHÈ I TUOI PROTAGONISTI FANNO L’EQUIVALENTE IN CHIAVE FANTASTICA?!
Vedo l’Alchimista che mi fa segno di passare al punto 2 prima di inziare a diventare violenta, gli darò ascolto, ma prima voglio chiarire un’ultima cosa:
NON  – e ripeto NON –  si possono tirare più di una freccia alla volta con un arco!
No, Signor Paolini, non si possono nemmeno lanciare centoventi frecce al minuto.
Passiamo al punto 2.
2) Ho un piano!
E qui iniziano i guai.
Fateci caso, quando un protagonista fantasy pronuncia questa frase è segno che stanno per andarsi a ficcare tutti in un ginepraio.
– A scanso di querele ci tengo a chiarire che la frase precedente non includeva Artemis Fowl –
Comunque, sorvolando sul mio amato irlandese, possiamo dire che i libri fantasy sono un’enorme antologia  su “Come non fare un piano”.
Ce n’è per tutti i gusti, davvero, fra i più usati troviamo:
– quelli che per funzionare richiederebbero la cecità e sordità totale di chiunque non sia coinvolto,  come Eynis potrà spiegarvi meglio di me;
– quelli che sono una vera e propria complicazione di qualcosa di semplice, e qui uscirei dal fantasy per nominarvi i Massoni di Dan Brown che fanno una trafila infinita di enigmi, simboli e indovinelli solo per nascondere una Bibbia, ma magari il loro è solo il miglior trollaggio della storia, non si può mai dire;
– quelli che non ti dicono nemmeno come dovevano essere, tanto non funzionano… come? Inheritance e il piano di Eragon? Come avete fatto a indovinare?
– quelli che prevedono di mettere tutto nelle mani di uno o più dilettanti quando si potrebbe mandare tranquillamente un esercito ben addestrato al loro posto, o almeno mandarne una parte con loro.
Vi lascio scegliere il vostro preferito fra Le Cronache del Mondo Emerso III, Gli Eroi del Crepuscolo, Il Libro Del Destino o qualunque fantatrash vi venga in mente;
Meno comuni, ma comunque degni di essere menzionati, sono quelli suicidi che vedono i personaggi gettarsi direttamente nella bocca del leone per i motivi più disparati; quelli autolesionisti, che prevedono di distruggere manufatti che sarebbero invece molto utili e quelli “alla spera-in-dio”, solitamente usati per le fughe, che arrivano fino a un certo punto “e poi si vedrà”… perchè ovviamente quando stai fuggeddo con le guardie alle calcagna hai anche il tempo di elaborare un piano.
Dopo questa tirata, direi di lasciare il posto al punto 3.

3) Elementare, Watson…
I protagonisti fantatrashosi sono sempre quelli che hanno l’illuminazione, quelli che capiscono sempre tutto di tutti, con un acume che farebbe vergognare personaggi del calibro di Sherlock Holmes!

*Ci vediamo costretti a censurare l’accaduto a causa dell’elevato livello di violenza. *

Dunque, si diceva?
Okay, l’acume dei protagonisti.
Bisogna innanzi tutto premettere che, in effetti, certe volte hanno DAVVERO l’illuminazione prima di tutti gli altri, ma ciò avviene per il solo fatto che tutti gli altri sono ancora più stupidi di loro.
Ammettiamolo, la maggior parte dei protagonisti dei libri fantasy, sia trash sia no,  sono innegabilmente stupidi.
Nel loro gruppo c’è un traditore e dovrebbero accorgersene? Devono cogliere un messaggio fra le righe? Devono semplicemente afferrare il momento giusto per tacere? Potete star certi che NON lo faranno.
Questa loro enorme capacità deduttiva, dà luogo a molte scene interessanti, e involontariamente esilaranti: quelle nelle quali i protagonisti scopriranno la Grande Rivelazione, lasciando tutti attorno a loro a bocca spalancata, mentre noi lettori ce ne stiamo stravaccati sul divano con un sorrisetto di sufficienza a dire: “Ma và?”, e quelle nelle quali il protagonista non sospetta ancora di nulla e giustifica tutti gli indizi che ha con spiegazioni che, a noi genii che abbiamo capito tutto, fanno rotolare dal ridere.
Riguardo a queste ultime, mi sale così spontaneamente un esempio che sarebbe un peccato non cogliere l’occasione; il libro, di per sè, non è nemmeno così trash: sto infatti parlando degli Hunger Games. L’episodio di cui parlerò, se non sbaglio, è preso dall’inizio del secondo volume, quindi aspettatevi un minimo di SPOILER.
La situazione è questa: i distretti di Panem stanno iniziando a rivoltarsi, uno dopo l’altro,  infuocati dai gesti di Katniss durante gli Hunger Games, anche per questo i rivoltosi hanno adottato come loro simbolo la ghiandaia imitatrice, che la nostra eroina porta raffigurata su una spilla d’oro;  a Capital City, invece, il clima è quello superficiale e frivolo di sempre e gli Hunger Games hanno fatto così successo che la ghiandaia imitatrice di Katniss è diventata un simbolo all’ultima moda. Katniss è a un ricevimento a Capital City e sta parlando con il nuovo Capo Stratega degli Hunger Games, che le rivela di avere una riunione quella notte, una di quelle riunione che dovrebbero restare segrete, ma di lei si fida. “Comincia a mezzanotte”, e nel dire questo, tutto guardingo, le mostra un orologio da taschino su cui compare per un istante il simbolo della ghiandaia.
Cosa pensa Katniss di tutto ciò? Che lui è un ribelle e la ghiandaia era il suo modo per dimostrarle di essere dalla sua parte? Che lui stia cercando di dirle qualcosa fra le righe?
Certo che no!
Katniss pensa:

“C’era qualcosa di strano in quel suo gesto. Quasi di clandestino. Ma perché? Forse pensa che qualcuno potrebbe rubargli l’idea di mettere una ghiandaia imitatrice che appare e scompare sul quadrante di un orologio. Sì,  probabilmente gli è costato un patrimonio, e ora non può mostrarlo a nessuno perché ha paura che ne facciano una versione economica non autorizzata.”

-.-”  CHE COOOSA?!
Ditemi voi se non è esilarante.
Si potrebbero listare molti esempi più famosi e più trashosi di questo, senza ombra di dubbio, ma visto che direi che ormai il concetto è chiaro, passerei a…

4) Puliti dentro e belli fuori!
Ad essere onesta, questo non è un problema relativo solo ai protagonisti fantasy, anzi, è presente nella stragrande maggioranza dei racconti sin dall’alba dei tempi.
Ora, io non sono una classicista come il mio collega alchimista, ma posso affermare con sicurezza quasi assoluta che già nell’Iliade trovavamo gli eroi buonissimi, fortissimi e bellissimi, mentre i personaggi più bassi e vili erano sempre debolucci e un po’ bruttarelli.
Con questo voglio dire che l’Iliade sia un trash? No!
Perché? Perché Omero, se non altro, non ci fa pesare la bellezza dei suoi eroi, cosa che invece ogni autore fantatrash sembra determinato a fare.

Teorema di Ginger: “Il protagonista fantatrash sarà sempre beeellissimo (Cit. Il Libro del Destino)”
Corollario I: Se non è beeellissimo non è il protagonista.
Eccezioni alla regola: Non pervenute.

Facciamo un breve approfondimento, vi va?
*silenzio, i grilli friniscono, passa una palla di sterpaglie tipo film western*
Vabbè, lo faccio lo stesso.
Partendo dai meno peggio, si ha quel tipo di protagonisti come Eragon, che partono anche bene, ma poi abbandonano la diritta via. Di certo li avete incontrati anche voi, sono quelle specie di Pretty Princess che all’inizio sembrano normali, quasi insignificanti, per non dire bruttini, come Eragon, appunto, che ci viene descritto pochissimo e passa abbastanza inosservato. Solo che poi… SBAM! Succede qualcosa, oppure semplicemente l’autore decide che vuole rendere più giustizia al suo povero protagonista ed ecco che lo vediamo diventare, indovinate un po?

“Eragon non aveva mai usato la parola bellissimo per un uomo, men che mai per se stesso, ma adesso l’unica parola adatta a descriverlo era quella.”

Ginger colpisce ancora! u.u
Dopo questi, andando in scala, abbiamo quelli che bellissimi lo sono sempre stati, per decreto divin dell’autore; il ché, spesso, si coniuga in una delle frasi più temute dai lettori: [nome personaggio] era bellissimo/a nonostante…”.
Esatto, sono proprio quei soggetti che si alzano dal letto che sembrano appena usciti dal parrucchiere e sono profondamente odiati dai poveri lettori che invece escono dal parrucchiere che sembrano appena alzati dal letto, per dirla come direbbe colei che io sospetto essere in realtà un Hafling.
Non c’è parrucchiere che può competere con i loro capelli, che nemmeno un tornado o la replica del katoon a dorso di drago può scompigliare e il loro look resta stra-fygo anche dopo un temporale un viaggio in una palude e una battaglia, probabilmente hanno una pelle naturalmente impermeabile, emofoba, e dotata di autan.
Non sto nemmeno a farvi degli esempi, sono sicura che ne conoscete a bizzeffe da soli, voglio conservarmi gli esempi per l’ultima categoria, la peggiore di tutte, quella dei “belli inconsapevoli”.
Come spiega il nome, questa strana specie è quella di quei protagonisti che non sanno di essere belli, che poi, belli loro? Maddai, non scherziamo!
Eppure….
… eppure nel giro di una cinquantina di pagine a dir tanto hanno almeno 2 spasimanti.
Se io volessi fare l’originale, potrei citarvi come esempio la già nominata Katniss degli Hunger Games, ma perché fare gli originali quando c’è qualcuno che invece si presta volontariamente e perfettamente al mio caso?
L’avete già capito, vero?
Parliamo di LEI.
La tristemente nota Bella Swan, ce l’ha proprio messa tutta per convincerci di essere una semplice giovinetta insignificante e goffa, il tipo di persona che nessuno noterebbe mai, ovviamente…
Non ha mai convinto nessuno, ammettiamolo.
Nel giro di poche pagine mi sembra di ricordare che si trovi due spasimanti “normali” a cui poi vanno aggiunti i due stra-fighi del romanzo, che ormai tutto internet conosce.
Ora, io dico, vuoi fare una protagonista che ti stende ogni ragazzo in circolazione? Fai pure, ma non mi prendere in giro cercando di farmi credere che non sia nulla di speciale! Eccheccacchio, se lei non è niente di speciale gli altri cosa sono? Scorfani?
Cerchiamo di portare rispetto ai lettori! U_U

Bene, anche stavolta siamo arrivati in fondo, tutti vivi?
*I lettori si risvegliano dal sonno profondo in cui erano caduti più o meno alla terza riga*
Ci vediamo alla prossima puntata, portate i cuscini la prossima volta!

Mina – The Ginger

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