Le specie dell’habitat letterario: perché leggere senza reagire è come mangiare senza saziarsi!

Un saluto a tutti da Ginger e dall’Alchimista (che non sta assolutamente scrivendo questo post sotto minaccia!), che oggi hanno deciso di tentare una delle loro solite imprese assurde e si sono messi a scrivere questo post a quattro mani; come con i pianisti ciò porta ad unire la bravura dei due, così un post a quattro mani unirà la grande stupidit ironia di entrambi.
Questo post nasce da una piacevolissima discussione semi-semi-semi-letteraria su Facebook, con uno strano soggetto di razza e provenienza non identificate: pensiamo sia un Complottista in borghese, ma non abbiamo prove certe (Mina non solo lo pensa, ma ne è fermamente convinta, perchè solo un Complottista può essere così idiot può avere tale profondità mentale)…
Da cosa nasce questa teoria? Dal fatto che vede qualcosa di segreto e nascosto in OGNI FOTTUTA FRASE di OGNI FOTTUTO LIBRO. Solo che invece degli alieni ci vede valori morali. Gli extraterrestri hanno studiato tattiche di sfinimento in Vaticano? Probabile.

Comunque, sfiancati da questa epica battaglia per convincere il nostro amico che NON C’ERA una morale in Coraline, in Assasinio sull’Orient Express e tantomeno nei libri di Smith, ci siamo chiesti quanta gente legga i libri in quel modo e, da lì, quali altri tipi di lettori ci siano.

Siamo fieri di presentarvi le nostre conclusioni!

*WARNING: NON si forniscono rimborsi per eventuali suicidi dei vostri neuroni!*

Fiondiamoci subito sulle categorie!

Il Cruento: lui vuole solo una cosa: sangue. Sangue. Sangue. Qualche volta tette. Organi. Sbudellamenti. Altre tette. Altro sangue. Personaggi morti che non gli faranno mai né caldo né freddo.
Il suo più grande idolo è probabilmente George Martin, per la sua simpatica attitudine ai propri personaggi, seguito a ruota da Jack lo Squartatore, ma anche Bernard Cornwell non guasta.
A lui non importa quale sia il fine ultimo di una storia, né il suo finale. Vuole solo vedere la gente morire e soffrire e assecondare il suo sadismo. In genere se ne trovano pochi, di lettori così, dato che il lettore Cruento non sa nemmeno di essere un lettore e passa gran parte del suo tempo su videogiochi violenti o in una clinica psichiatrica.
E’ facilmente riconoscibile dagli occhi spiritati e dal sorriso sadico che gli spunta appena intravvede la possibilità di sofferenza per un personaggio e da intercalari tipici come: “Uccidilo!”, “Squartalo!”, “Fallo a pezzi!”, “Un bel colpo di spada e risolvi tutto!” e altre piacevolezze simili.
Per tenerlo lontano, basta nominargli Tolkien, che non solo odia a morte per l’aver fatto risorgere Gandalf e l’aver salvato Faramir, ma si sta anche ancora si chiedendo perché Bilbo non abbia ucciso Gollum. Apprezza solo tre scene: le morti di Boromir, di Re Théoden e di Saruman.

L’Intellettualoide: Il caro amico citato nella premessa. Quello che, in un modo o nell’altro, è impegnato nella filosofeggiante ricerca del significato intriso di ogni frase dell’autore che non manca mai di far notare per ostentare la sua incredibile capacità d’intuito. Generalmente legge poesia e quasi sicuramente amerà il Simbolismo e odierà l’Ermetismo. Se ne avesse l’occasione, stuprerebbe Boudelaire, Manzoni e Wilde.
E’ la classica persona per cui, se l’autore ha scritto “fuorilegge” anziché “ladro”, l’ha fatto sicuramente per sottolineare come egli sia un delinquente solo secondo le nostre leggi, che sono parte della natura umana e quindi parte del nostro soggettivo punto di vista… (delirio di Ginger, non chiedetemi nient… *SDENG!*).
Per lui, anche la frase “Le tende sono polverose” rappresenta l’oziosa e oscura natura del carattere dell’autore, che in verità voleva solo dire che le tende sono polverose. Non leggerà MAI un libro solo per godersi una bella storia, perché per lui il messaggio ideologico dell’autore è fulcro del libro e su questo non ammette obiezioni. Potrebbe trovarvi un significato ideologico anche nei libri del Battello a Vapore e vi spiegherebbe come questo significato è parte integrante della storia e di ciò che scrive l’autore, che magari voleva solo raccontare ai bambini la vita di Valentina; così Coraline diventa l’esaltazione dei Valori Familiari, che sono i Veri Valori, contro il Valore delle Cose che è quello imposto dal consumismo, con buona pace di Gaiman che probabilmente si suiciderebbe a sentire certe cose.
Il suo più grande nemico? George R.R. Martin, che risulta inattaccabile perché i suoi personaggi la moralità non sanno cosa sia e ha la caratteristica di descrivere le cose esattamente come andrebbero nella realtà.
Il posto migliore in cui avvistarlo è il Cafè letterario, in cui passa la maggior parte del suo tempo commentando la filosofia di Twilight.

La Shipper: Solitamente di genere femminile, questo tipo di lettrice è quello che, da quando legge il nome del protagonista, del cattivo, o di uno qualunque dei personaggi principali, passerà tutta la lettura a cercare di indovinare con chi si fidanzeranno, cercando ogni singolo indizio con una pignoleria degna dei professori di italiano che cercano gli errori nei temi. Nel caso in cui le coppie da lei ricercate non si formino, provvede lei, tramite fantasie malate e pensieri che, se espressi del tutto, le costerebbero una denuncia per atti osceni.
Criticare la sua coppia preferita o sostenerne un’altra significa rischiare la morte, colpito senza pietà da valanghe di insulti e dimostrazioni di come la SUA coppia sia quella perfetta, manco stesse parlando del suo matrimonio.
Il territorio di queste lettrici è epf o fanfiction.net per le anglofone, ma vi sconsigliamo di addentrarvici se non volete rischiare la follia per quello che potrete trovare (Ginger ne è la prova).
Esiste una sotto-categoria della Shipper, la Yaoista. Essa può essere trovata soprattutto nei campi di anime e manga ed è contraddistinta dalla sua maniacale ricerca di storie omosessuali, che siano volute dagli autori o no. (Ginger è pronta a giurare che questo genere si è espanso da quando la BBC ha mandato in onda Sherlock e le fangirl hanno visto insieme Benedicht Cumberatch e Martin Freeman, ma è meglio non indagare)
Il modo migliore per combatterle è far notare loro che per quanto le loro fanfiction possano essere scritte bene e popolari (cosa che accade molto di rado), rimarranno fanfiction e la versione ufficiale del libro rimarrà sempre la stessa. A questo punto la Shipper potrebbe aggredirvi oppure deprimersi, dovete solo sperare di essere fortunati.

Abbiamo già detto che non rimborsiamo nemmeno in caso restiate assassinati?

Il Tifoso del Cattivo: Generalmente è un bastardo, o crede di esserlo.
Come dice il nome, questo lettore tifa sempre e spudoratamente per il cattivo, anche se si tratta di un cattivo stupido, cosa che accade frequentemente.
Spesso sostiene il cattivo perché fa più figo, o perché è sempre meglio che tifare per quell’idiota del protagonista, o semplicemente perché la fazione dei cattivi ha personaggi più interessanti ed è facilmente riconoscibile per il modo in cui inneggia a Lord Voldemort, a Sauron e a qualunque personaggio voglia distruggere il mondo; probabilmente da bambino, guardando la Melevisione, tifava per il Barone Grifo Malvento… ma tanto non ammetterà mai di aver guardato la Melevisione, al massimo ti esporrà il suo desiderio di dare fuoco al Fantabosco.
Davanti a lui non dire mai né “Hobbit”, né “Gandalf”, ma soprattutto MAI E POI MAI dire “Expelliarmus“.
Per metterlo in crisi, basta mettergli in mano un libro il cui protagonista non sia un pazzo sanguinario.
E’ sempre esagerato, stronzo a livelli allucinanti senza alcun motivo apparente, convinto sostenitore dei Serpeverde e adoratore di razze “malvage perché sì” quali orchi, goblin, troll e affini. ADORA Drow ed elfi oscuri, ma non Drizzt. Drizzt è un disonore.
Non ha un territorio tipico, visto che i castelli tetri e bui come quelli del suo idolo non sono molto facili da trovare, quindi potrebbe ovunque e mischiarsi a chiunque… Sì, fossi in voi starei in guardia da quell’amico che si è tanto divertito quando la Strega Bianca ha ucciso Aslan o che ha sbroccato di brutto quando ha saputo che Piton era una spia.

Il Polemico: Non importa quanta passione ci metti nel tuo lavoro di scrittore, quanto tempo hai speso a rendere il tuo romanzo accettabile secondo certi parametri, quanto i personaggi e la trama ti possano rispecchiare… Il polemico ha da ridire. Sempre e comunque. Trova errori e sviste ovunque, anche nei ringraziamenti.
I polemici sono quei lettori che non riescono a leggere un romanzo senza indagare ogni singola frase per trovare contraddizioni, errori o critiche varie, come Ginger e l’Alchimista.
(Ebbene sì, ci prendiamo per i fondelli da soli)
Sono una specie più che altro spazzina, salvo rare eccezioni: si fiondano spesso e volentieri sul libro brutto e già massacrato dalla critica del momento, per poterlo fare a brandelli e soddisfare il proprio bisogno di criticare. Quello dei polemici è infatti un vero e proprio bisogno, unito a un certo istinto masochista che spesso viene giustificato con la frase: “volevo vedere se era davvero così brutto come sembrava…”
Di solito scoprono sempre che sì, lo era.
Se, malauguratamente, il libro “brutto” finisce per piacergli, saranno ancora più spietati e cattivi. Spesso amano alla follia autori sconosciuti e saghe con una trentina di anni sulla copertina.
Sono i peggiori nemici delle fangirl, colpevoli, a loro dire, di essere stupide e superficiali e di seguire sempre la moda del momento. I più estremisti, poi, finiscono per litigare anche con i fan di scrittori del calibro di Tolkien, perché potrebbe anche averlo scritto Dante quel libro, ma loro troveranno un errore!
Esiste tuttavia un metodo rapido per liberarsene: basta far notare loro che non sono né recensori né critici preparati e che le loro opinioni sono solo carta straccia.
(Ginger: “Ma come?! Gli stai fornendo l’arma segreta per batterci con un colpo solo?!” )
(Alchimista: “E’ il modo più rapido per conquistarli!”)

ATTENZIONE! Se per caso fate una cosa simile per difendere Cinquanta Sfumature di Grigio e poi venite massacrate dall’evidenza non ci assumiamo responsabilità.

Fangirl: Facilmente riconoscibili dai tipici urli di guerra, che spaziano da “OMG!!!!!!!!” a “<3 ❤ ❤ <3”, le Fangirl sono uno dei tre grandi mali della letteratura.
Sono da considerare una variante mutante delle Shipper, capace di diffondersi con rapidità tanto da infondere altri generi, persino i film e i fumetti. Non dimentichiamoci che la fantasia malata di un Thor passivo in una relazione con Loki è nata dalle Fangirl di The Avengers.
Probabilmente, se i personaggi originali (o gli attori che li recitano) sapessero di certi pensieri, si vedrebbe aumentare drasticamente il numero di morti precoci causate non solo dagli eroi Asgardiani, ma anche da Harry Potter, Draco Malfoy, Hermione Granger, Sherlock Holmes, John Watson… *srotolano un elenco infinito*… e forse persino da Edward Cullen.
Esistono due grandi correnti, quella di “OMMIODDIOOOOOOOOOOO!” e quella di “WHAAAAAAAAAAAAAAAA!”. Tale separazione è dovuta allo Scisma Eldestiano, durante il quale il popolo tutto delle Fangirl ha dovuto decidere se Eragon era più bello da umano o da elfo.
L’unico modo per fermare e soffocare l’istinto naturale di una Fangirl è il tifare sempre e comunque per i personaggi meno importanti: spalle, neutrali e forse anche comparse.
MAI E POI MAI e ripetiamo MAI E POI MAI, dovete criticare il personaggio prediletto di una Fangirl senza prima aver fatto il vaccino antirabbica.

Casual Reader: Una persona aberrante, eretica, a cui bisogna opporsi con tutte le proprie forze. Il Casual Reader, infatti, non legge per passione, né perché è obbligato o perché apprezza un genere. Legge giusto per il gusto di poterlo dire in giro e avere la parvenza da Intellettualoide. È grazie a persone così che libri come le 50 Sfumature o tutta la bibliografia di Vespa diventano bestsellers.
Leggono per moda o per vantarsi, spesso non curandosi nemmeno di cosa abbiano letto in realtà, perché l’importante è dire di averlo letto.
Possono annoverarsi fra i Casual Reader peggiori, le Twilighters che, dopo aver sentito Edward e Bella rompere i discutere con passione di Shakespeare e di Cime Tempestose, hanno deciso che avrebbero letto anche loro Romeo e Giulietta e Emily Bronte.
Solitamente sono quelli che, interrogati su un libro letto, se ne usciranno con affermazioni del tipo: “Eh… l’ho letto molto tempo fa, non ricordo più molto bene…”. Salvo poi rendersi conto di non star facendo la figura voluta e continuare con: “Però era bellissimo, eh? Ma proprio bello bello bello!”.
Ciò ovviamente non significa che dovete diffidare di chi ha la memoria corta: ma se in quella memoria sono rintracciabili solo stralci di libri alquanto discutibili, diffidate.
Diffidate anche di qualcuno che ha una reazione esageratamente sconvolta quando vi sente dire che non avete letto il Grande Classico N°3722, ma appena gli chiedete di cosa parla si ritroverà a borbottare frasi vaghe.
Vi è uno scrittore emblematico per ogni Casual Reader: Fabio Volo… ma anche Zafòn è altamente quotato, solo che noi cerchiamo di preservare Zafòn nel nome dei vecchi tempi, mentre Volo va massacrato a vista.
Una delle caratteristiche principali dei casual reader sono gli aforismi e le citazioni. Infilati ad minchiam in ogni conversazione, messaggio, e-mail o post su Facebook per dimostrare a tutto il mondo la loro cultura… o meglio, sarebbe così se il Casual Reader sapesse usarli a proposito, in realtà ottiene il solo risultato di ammazzare la discussione o di farsi ignorare, perché nessuno ha capito cosa volesse dire.
Verrebbe da pensare che un Casual Reader vada d’amore e d’accordo con un Intellettualoide, vista la propensione per la filosofia. Invece no: gli Intellettualoidi perpetrano una caccia spietata verso i Casual Reader, che vengono perseguitati a centinaia, e a ragione.
(A proposito: Troll o Casual Reader? Dateci la vostra risposta!)
C’è una sola maniera per liberarsi di questa piaga: batterli nel loro stesso campo. Bombardateli di domande e commenti, finché non lo costringerete a sbattere il naso contro la dura verità: non ha capito una mazza di quello che ha letto.

Fanatico: Il terzo grande male, nonché il peggiore di tutti; la morte di qualunque passione, apertura o amore per la letteratura.
Il Fanatico è presente in tre stadi differenti, di solito: il fan, l’appassionato e lo scrittore in erba.
L’avete riconosciuto no? È colui che scopre il libro/saga della sua vita e per lui nulla esiste più nelle librerie al di fuori di quella.
Agli stadi più leggeri si limiterà a ricordarsi di questa sua passione ogni volta che può, per poi passare a dichiarare al mondo come il suo libro prediletto sia “meglio” sotto ogni punto di vista.
Nello stadio finale, il più atroce per chi gli sta attorno, ci si ritrova con qualcuno che ha letto poco e scritto ancora meno, ma che è fermamente convinto di poter comporre un’opera degna di quella del suo Maestro.
Un po’ come le Fangirl, non sopporta che venga toccato il suo idolo, arrivando a difenderlo in tutti i modi, solo che, mentre le prime lo faranno a suon di punti esclamativi, lui vi sommergerà sotto una valanga di frasi forbite, dettagli e citazioni, finchè non capirete più un cazzo della discussione.
Porta avanti vere e proprie crociate nei confronti di chi critica il suo Maestro, nelle discussioni accese è lui stesso un Maestro nel rigirare la frittata: accade sovente che, in mezzo a insulti e maldicenze verso chi ha osato oltraggiare l’amore della sua vita, volino frasi quali “Non c’è bisogno di insultare” e “Se non vi piace non leggete, ignoranti!”.
Vi è, però, una distinzione molto importante da fare fra i fanatici e le fangirl, che, a prima vista, possono risultare simili. Mentre le ultime hanno attacchi di sclero all’incirca per ogni libro che faccia tendenza o che contenga un personaggio figo, i fanatici sono solitamente appassionati di opere di grado più elevato: un classico esempio, infatti, sono i Tolkeniani o anche gli amanti di Narnia.
*Ginger va a prendere la padella rinforzata e si prepara a difendere il blog*
Negli ultimi anni, stanno emergendo tuttavia nuove categorie di fanatici: Eragoniani, Martiniani e Troisiani sono solo la punta dell’iceberg.
Tutte questa categorie, comunque, sono accomunate da una certa chiusura mentale che li porta a disprezzare qualunque cosa non sia stata fatta “come il Maestro comanda”. Per i Tolkeniani gli elfi saranno sempre alti, forti e fighi, così come per i Troisiani ci sarà sempre la protagonista gnocca a salvare la situazione.
Un attaccamento così forte può essere benissimo ignorato, rompimento di maroni a parte se vi tocca ascoltarlo, nei primi due stadi del Fanatico. Il problema arriva quando il Fanatico decide di mettersi a scrivere. In questi casi, la cosa migliore da fare è armarsi di lanciafiamme e distruggere l’opera in formazione appena possibile, perché, in un’epoca in cui le case editrici sono pronte a far passare anche il libro da colorale del Bruco Sam come opera fantasy, un libro scritto da un Fanatico salterà immancabilmente fuori come un plagio.
Fosse solo quello il problema, poi, ci si potrebbe QUASI passare sopra.
Il vero problema sarà lo stile del neo-scrittore e i suoi personaggi… tradotto in termini comuni: Mary Sue come se piovesse e scrittura che è meglio perderla che trovarla.
Vi sono molti modi per combattere i Fanatici.
1) Utilizzando il Contrappasso, come il Sommo Poeta insegna. Loro stressano a morte con la loro passione? Stressali di più con qualcosa di totalmente opposto a ciò che piace a loro! Dopo due o tre volte si saranno stancati di sentir parlare di “quella roba” e vi lasceranno stare;
2) Se si tratta di scrittori in erba, smontate il loro romanzo scopiazzato e distruggeteli moralmente;
3) Tappi per le orecchie e tanta pazienza;
4) Anche una mazza può andare bene;
5) Se non avete una mazza, usate libri di autori ultra-famosi ma con una grande carenza di Fanatici, quali Asimov e King.
(L’edizione integrale di IT si presta particolarmente a tale utilizzo);

Sentimentale: Shhh… silenzio! Non sentite nulla? Un singhiozzare soffocato unito a sospiri melensi?
Ecco, questo è il sentimentale immerso nella lettura.
È la specie più schiva e meno fastidiosa fra tutte. Perché, sostanzialmente, ha un carattere molto chiuso e depresso, accetta spesso quello che gli o le propina l’autore, e se il contenuto non viene gradito si limita a versare lacrime su lacrime. Solitamente si fa trascinare dalle emozioni qualunque cosa legga, fosse anche il famoso foglietto illustrativo dei medicinali.
Un Sentimentale è una creatura furba: evita accuratamente tutte le opere e gli autori che potrebbero farlo soffrire. Primo fra tutti, Martin. La parte della trama che piace di più a un sentimentale è la Love Story, infatti si emozionano, piangono ed esultano come bambini quando questa giunge a compimento (Sì, Ginger parla per esperienza).
Nel caso in cui essa finisca male o non arrivi al compimento, si deprimerà. Dato che questo accade spesso, un Sentimentale spesso è assiduo lettore di fanfiction, ma di quelle scritte bene.
(Intrusione di Ginger: cioè quasi nessuna)
Nel caso in cui non proviate tenerezza per questa mite versione dolce della Shipper, il metodo più semplice per allontanarla è parlare e disquisire di autori poco famosi per i sentimentalismi.
O… *
SPOOOOOOOOOOOOOOOILEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEER!!!!!!!!!!*
ricordarle che Kitty e Nathaniel nella triologia di Stroud non si sono mai baciati.

Yuvie – The Alchemist & Mina- The Ginger

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