OMMIODDIO, MINA!!!

La Stirpe – Meljean Brook

“Giudicato dal «Publishers Weekly» uno dei migliori romanzi degli ultimi anni”

MA PORCA DI QUELLA PUT… *Censura*

Se avete letto l’articolo sugli autori emergenti, pubblicato precedentemente, sicuramente vi ricorderete della mia “politica del suicidio”. Bene, questo steampunk è uno di quelli che mi ha avvicinato terribilmente a fare un “salto nel vuoto” non figurato. Vi ricorderete anche, senza dubbio, che le tipologie di libri che mi avrebbero spinto a fare qualcosa di simile sono: Troisi’s fan, Paranormal Romance, abomini simili alle Cinquanta Sfumature. Ebbene, La Stirpe non è nulla di tutto questo. Ma si avvicina terribilmente a tutte e tre.
Ma, come sempre, andiamo per gradi: partiamo dalla copertina, ovvero… Questa. Tralasciando il fatto che l’immagine e l’occhio rosso che fa molto Vincent Valentine, e che naturalmente non c’entrano assolutamente nulla con la storia del romanzo. Perché questo è un ROMANZO, come la Newton Compton Editori ci fa notare in basso a sinistra, come se ci fossero dubbi al riguardo, oppure come se loro stessi volessero auto convincersi. Ultima cosa, quelle cinque righe che dovrebbero sostituire il riassunto della trama sul retro, che ovviamente è occupato da lodi sul libro. Ma lo vedremo tra poco; prima…
“Benvenuti nel mondo delle nanotecnologie, tra zombi spaventosi, terrificanti pericoli e brucianti passioni”
… Io a questo punto ho avuto un brivido. E non era di eccitazione.
Dietro, come ho già detto, ci sono le recensioni positive che arrivano da riviste coi controcosìddetti:

«Dirigibili, occhi meccanici, enigmatici fabbri, creature spaventose fanno da sfondo a un amore romantico. Un’avventura emozionante come un videogame. Una grande prova narrativa» – Booklist
«Una storia intricata e avvincente, con dirigibili, mostri, nanotecnologie, e un’eroina* straordinaria.» – Publishers Weekly (* quella che servirà a me prima della fine della recensione, ndA)
«Zombi, pirati, tradimenti mortali: una trama mozzafiato che mescola l’avventura a una sensuale e travolgente storia d’amore.» – RT BookReviews

Il motivo per cui sono così duro con questo libro, più del solito, è uno solo: quando lo presi, prima di tutto controllai il prezzo. 9,90. A questo punto nella mia testa aveva già iniziato a farsi strada quella provvidenziale ma del tutto inutile cosa chiamata sospetto, perché si trattava di un libro dalla copertina rigida, di 439 pagine, abbastanza voluminoso, ben stampato, e presumibilmente di pubblicazione recente. Il prezzo era abbastanza basso, per un libro così. Però lo presi comunque. E me ne pentii. E ora, alla trama! *Nanananananananana*
Continua così il ciclo delle porno – protagoniste, iniziato con Tomyris, che prosegue con… Mina.
*Sdeng*
… Che non è la mia Mina…
*Sdeng, sdeng*
… Che non è la Mina del mio blog…
*Sdeng, sdeng, sdeng*
… del nostro blog… Ma che corrisponde al nome di Wilhelmina Wentworth, ma si fa chiamare Mina…
*Sdeng, sdeng, sdeng, sdeng*
E ORA CHE CAZZO HO DETTO?!
Ginger: «Non potendo spadellare l’autrice, dovrò pure sfogarmi su qualcuno!»

***
Questi educatissimi asterischi non introducono solo una citazione a quel genio di Stoud, ma censurano una spiacevole scena in cui due blogger psicopatici si malmenano selvaggiamente tra di loro.
Giusto per chiarire, a scrivere questa nota è Ginger. Yuvie rinverrà tra poco.
***

Si diceva. La nostra Wilhelmina, detta Mina, vive in Inghilterra, ma la Terra di questo libro è, ovviamente, diversa dalla nostra. Come nella maggior parte degli Steampunk, l’epoca è quella Vittoriana, e accanto alla classica tecnologia che si basa sul vapore, tipica del genere, viene introdotta la nanotecnologia. Tramite l’iniezione di nanoagenti nel corpo delle persone, infatti, è possibile migliorare le caratteristiche del corpo umano, oltre che ad assicurare una rigenerazione più rapida delle ferite. Il problema dei nanoagenti è quello di, essendo delle macchine, essere controllati, e di conseguenza controllando i nanoagenti è possibile controllare anche le persone. È esattamente quello che fa l’Orda, una superpotenza asiatica di origine mongola che conquista l’Europa e mette sotto controllo tutti gli abitanti dell’Inghilterra con nanoagenti nel corpo, attraverso onde radio, ossia la stragrande maggioranza di essa. Tutti i non – infetti sono costretti a fuggire in America. La protagonista fa parte di una famiglia nobile, i Wentworth per l’appunto, ma non è figlia naturale di suo padre. Pessima condotta da parte della signora nobile? Assolutamente no! Essendo la madre di Mina un’infetta, è controllabile tramite onde radio, e durante uno degli “ordini riproduttivi” dell’Orda, detti “Smanie”, la contessa è costretta a venire posseduta da un uomo dell’Orda.


Ora, spiegatemi voi perché mai una superpotenza asiatica dovrebbe aver interesse a incrociare la propria popolazione con tizi che ha sotto controllo. Avanti, su. Tra l’altro, il metodo della Smania risulta essere assolutamente idiota, per cose simili, perché gli impulsi sessuali sono talmente irrefrenabili negli infetti da non far capire loro con CHI (o con COSA, perché a questo punto tutto è possibile) lo stanno facendo! Infatti, scopriremo ad un certo punto del romanzo che Mina, durante una Smania, ha fatto sesso con la sua migliore amica.
Ah, e ci viene detto più volte che quando l’Orda cade Mina è ancora un’adolescente, quindi bisogna necessariamente pensare che la Smania in questione sia avvenuta prima.
E c’è ancora chi definisce questo libro “romantico”! Ma vi assicuro che il meglio deve ancora venire.
Come già detto, il controllo dell’Orda sull’Inghilterra cade, grazie all’opera di Rhys Trahaearn, un pirata che, per motivi più personali che patriottici, distrugge la torre radio dell’Orda a Londra, liberando i suoi connazionali e scatenando così una rivoluzione su larga scala. Io non ho capito perché cavolo in tutta l’Inghilterra c’è solo una torre radio con questo scopo, ma vabbe’, son dettagli.
Dunque l’Orda cade, Trahaearn diventa eroe nazionale, gli viene assegnato il titolo di duca, diventa il Duca di Ferro, e Mina combatte contro i pregiudizi rivolti al suo aspetto meticcio, diventando ispettore di polizia. A fine ‘800. Tutto regolare, eh?
No, ma per amor della mia compagna di blog, eviterò di far commenti sulla professione storicamente correttissima della protagonista e salterò direttamente ai due personaggi principali, ossia, per l’appunto, Mina e Rhys.
Mina è la tipica investigatrice acuta e intuitiva, cui Sherlock Holmes spaccherebbe la testa con una mazza per pura irritazione e disgusto e non per una questione di inferiorità. È giovane, bella, intelligente, perspicace, buona tiratrice, e un paio di volte nella storia si lancerà in imprese eroiche per la salvezza di tutti gli alti. Mary Sue del cavolo. L’unico attenuante, ma non lo si dovrebbe nemmeno considerare come tale, dato che con la diffusione del concetto di “Mary Sue” tutti gli autori cercano di mascherare le proprie eroine come possono, è il fatto che Mina ha per metà il sangue dell’Orda, il che la fa guardare con un certo disprezzo da parecchie persone, e poi ovviamente il suo cervello sarà un trionfo continuo di seghe mentali e di timori esagerati. Inoltre, in presenza di qualcuno a caso, diventa una… Ne parliamo poi.
Rhys Trahaearn ha invece le caratteristiche del classico pirata: rozzo, grande, grosso, forte, muscoloso, sboccato, decisamente pervertito e, ovviamente superdotato.
No, non sto scherzando e sì, c’è scritto veramente.

Mi chiedo proprio come mai ‘sti due finiscono con l’innamorarsi…

Comunque, il romanzo è costellato di altri personaggi più o meno triti e ritriti, andando dall’immancabile spalla Scarsdale alla donna pirata dei cieli Yasmeen, passando per il sovrintendente della polizia (ancora una volta donna) Hale, l’avventuriero smargiasso Archimedes Fox, l’agente energumeno Newberry e il classico personaggio cazzuto e influente che deve incutere timore, ossia il Fabbro.
Vi dirò che il mondo del libro è ben strutturato, comunque; i nanoagenti, le aeronavi, organi e apparati artificiali (come la madre di Mina che ha occhi artificiali che le permettono di vedere in base al calore), gli zombie e i mostri marini… Tutto ben fatto. Sarebbe venuta su una cosa bellissima se solo il comparto narrativo non abbondasse di gigantesche idiozie. Ma, come al solito, andiamo con ordine. Ah, vi premetto che non farò un’analisi accurata della trama, questa volta, perché spulciando Internet ho visto che i pareri su questo libro tendono ad essere vari e positivi, quindi non mi va di rovinarvi una storia che potreste apprezzare solo perché a me non è piaciuta. Mi limiterò a descrivervi la storia e ad analizzare le stupidaggini peggiori, perché se non faccio spoiler non sono contento. Amatemi!
Il libro incomincia durante il ballo della marchesa di Hartington, a cui sono presenti Mina, la famiglia e Felicity, ossia la migliore amica. Quella della Smania, sì, che al momento è incinta. Per la nostra protagonista, la splendida vesta viene interrotta dall’arrivo del suo assistente, l’agente Newberry, che la informa che nella residenza del Duca di Ferro è stato trovato un corpo e che il sovrintendente ha incaricato lei per investigare. Perché? Boh.
Comunque, una volta arrivati alla residenza di Anglesey, si scopre che la vittima è stata buttata giù da un’aeronave sulla residenza del Duca, quando era già morta, e che quindi si trattava di una specie di monito, o cose così. Le teste di cavallo nei letti son passate di moda, o forse era tutto poco igienico.
Il corpo appartiene ad un comandante della Marina, Roger Haynes, e dopo un’iniziale diffidenza del Duca, che vuole sistemare le cose a modo suo e senza vie legali perché è troppo alternativo perché non è abituato a seguire le regole (punk), egli accetterà Mina e se ne innamorerà. La trama continua, zombi, kraken, organizzazioni, idioti, ecc, ecc, ecc.
Ora, io mi fermerei sulla questione dell’innamoramento, dato che probabilmente occuperà gran parte di questa parte di recensione.
Con “innamoramento”, parlando limitatamente ad un ex pirata energumeno più alto del normale, muscoloso, lo scheletro di ferro per colpa dei nanoagenti e il testosterone a duemila, cosa si potrà mai intendere?
Ma certo! Il Duca di Ferro manifesterà per tutto il libro la volontà di portarsi a letto Mina! E lei, giustamente, si incazza come una faina, lo insulta pesantemente, lo picchia con una padella bestemmiando contro tutto il pantheon di D&D anche se non c’entra assolutamente una mazza e se ne va.
Ah, no, aspetta… Quella è la mia Mina…
WILHELMINA, dopo un’iniziale e ovvia (oddio, a ‘sto punto non la vedo tanto ovvia) diffidenza e vari rifiuti al Duca, finisce con iniziare a provare attrazione per lui. E non sarà grazie ad una sorta di corteggiamento o di cambiamento in lui, perché anche se iniziano a conoscersi meglio e a entrare in confidenza, lui non cambierà assolutamente di una virgola! Non farà altro che pensare a lei e a quanto vuole scoparsela e in che modi vuole farlo e in quali posizioni e dove e come e perché… Tanto che, verso la fine del libro, quando Mina viene ferita gravemente al cuore ed è necessario impiantarle un organo artificiale, il suo primo pensiero è quello che con un cuore meccanico eccitarsi è pericoloso!
Ti auguro di morire con un barracuda attaccato ai genitali, uomo.
Insomma, vi ricordate Graceling, no? Verso metà libro Katje risolveva i suoi complessi mentali, si metteva assieme all’effemminato a Po e facevano sesso. Stessa identica cosa qui. Mina cede, solo che le scene di sesso di questo libro sono molto più esplicite di quella vaga di Graceling.
Fanno sesso per la prima volta sul ponte deserto dell’aeronave di Yasmeen, almeno mi pare di ricordare, mentre Rhys è legato per motivi che non mi sovvengono. Qui vediamo uno scorcio della fantasia malata dell’autrice, che non solo si immagina del sesso praticamente feticista, ma anche le dimensioni del… Ehm… Attrezzo di Rhys che, citando il libro, “era troppo grande perché Mina potesse stingerlo”.
Questo blog sta diventando vietato ai minori. Ed è una cosa brutta, perché io 18 anni ancora devo compierli.
Va bene, va bene. Non mi disturba il fatto che la protagonista si chiami come l’alter ego di una delle persone più importanti della mia vita. Non mi disturba che IO abbia provato dolore per Mina nel momento del fatto. Non mi disturba che Rhys sia un cavernicolo specialmente a letto. Mi disturbano tre cose:
1) Anche durante tutte ‘sti giochetti sessuali, continuano a darsi del voi.
2) Mina interroga Rhys mentre lui sta… Ehm. Che ispettore ligio al dovere!
3) I nanoagenti. I FOTTUTI NANOAGENTI. No, ora statemi bene a leggere perché qui le fantasie diventano seriamente malate. Mina, essendo un’infetta, ha nanoagenti che rigenerano le sue ferite. TUTTE le ferite. Anche quelle che… errr… Sverginano.
Bene. Meljean Brook, se mi leggi, ora voglio che ci sediamo uno di fronte all’altra e discutiamo con calma circa cosa cazzo mi hai fatto leggere.
Tu non sei un’autrice, non sei una donna, non sei nemmeno un fottuto essere umano! Sei un mostro sadico e perverso! Cosa cazzo ti ha fatto di male quella ragazza per meritarsi questo? Non so, magari sotto sotto è masochista e le piace? Oppure vuoi solo farla soffrire? Ci si lamenta di Martin! In realtà il vero malvagio si nasconde nelle piccole opere!

Sentite, secondo me questo libro è una paranormal – modern – romance – erotica travestita da Steampunk. E direte voi: “Ma il Publishers Weekly lo ha definito uno dei romanzi migliori degli ultimi anni!”
Io non sono d’accordo. E dovrei dirvi come la penso sul Publishers Weekly. Ma un’immagine vale più di mille parole.

Yuvie – The Alchemist

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“Splendido” (Cit.)

Breve comunicazione di servizio e sproloquio immane sugli emergenti del fantasy!

Ehm, okay.
Per motivi che non starò a ripetere, ma che si riassumono largamente nella parola “scuola”, in questo periodo non sono molto presente. Anzi, è praticamente come se mi avessero preso e schiaffato nell’universo del Ciclo dei Robot e io sia troppo felice per tornare indietro e pensare ai miei sedici followers!
*Quindici!*
Zitta, Rossa!
Dunque, la comunicazione di servizio consiste, principalmente nel: ho quasi esaurito i libri squallidi. Sono al lavoro su tre recensioni di libri penosi (chi segue la pagina su Facebook, ossia Ulisse, saprà che uno di questi è Il Dilemma di Drizzt; gli altri sono top secret)
[E scusatemi il bruttissimo gioco di parole]
Questo, comunque, non è assolutamente (noooooo) una scusa per dire che mancherò ancora! Ho già stilato una lista di argomenti fantasyosi che non siano necessariamente recensioni, e inoltre queste ultime non si fermeranno affatto, perché sempre Ulisse saprà che ho iniziato a stilare un’estremamente pericolosa Guida Galattica alle Fanfiction, che sarà a puntate.
Quindi, no, non vi siete ancora liberati di me!

Comunque, e questa è una nota che ho aggiunto successivamente, oggi, 12 Giugno, HO FINITO LA SCUOLAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!
Quindi, ripeto, non vi siete liberati di me, e vi annuncio che con l’estate sono abbastanza sicuro di riuscire a postare con una certa regolarità!
Ultime parole famose? Può darsi.
Ora, sotto le ispiratrici note di Paranoid Android, via con l’articolo vero e proprio.

Vi sarà certamente capitato, un giorno o l’altro, di addentrarvi nel reparto fantasy della vostra libreria di fiducia. Se, come me, la vostra libreria non ha un reparto fantasy ma un semplice scaffale, oppure semplicemente non avete una libreria di fiducia, non fatevi prendere dal panico: non sapete a cosa potreste andare incontro.
Perché? Se, sempre come me, siete degli incorreggibili, schizzinosi, irascibili individui che si dilettano a scrivere fantasy, i risultati potrebbero essere spiacevoli.
Potreste venire presi da un arresto cardiaco, e fare sì che la libreria che ospita gli abomini che avete visto si assuma le responsabilità e venga chiusa;
Potreste iniziare a imprecare e imprecare e imprecare, e verreste buttati fuori;
Potreste semplicemente uscire e gettare una maledizione su quel luogo.
Se vi interessa, io, a giro, compio tutte e tre le azioni. Poi ci si domanda dell’ignoranza del Sud, eh? Siamo stati io e i miei antenati, che a furia di arresti cardiaci abbiamo fatto chiudere tutte le librerie sulla piazza. Sentito, Lega? Pigliatela con me!

C’è da dire che io me le cerco. Tendo a comprare spesso libri di autori esordienti o comunque che non ho mai sentito prima. Ogni volta che compro un libro io, è un salto nel vuoto; la cosa potrebbe benissimo diventare controproducente, perché se malauguratamente dovessi comprare uno dei libri che verranno sull’onda delle Cinquanta Sfumature (previsti già dalla Rossa), il salto nel vuoto non sarà solo figurato, e lo stesso vale per qualsiasi paranormal romance, fantasy adolescenziale, Troisi’s fan, eccetera, eccetera. Questa politica del suicidio l’ho messa da parte, per adesso, perché sto leggendo principalmente Asimov, Adams e Coelho, e nel momento in cui posterò una loro recensione negativa qui dovrete seriamente pensare che il vostro Alchimista si sia buttato dalla finestra dopo aver comprato un qualunque plagio di pessima saga fantasy e che chi ha ereditato il computer abbia scoperto la password del suo account su WordPress.
In ogni caso, negli ultimi tempi il fantasy è un genere parecchio inflazionato. Ora, io non dico che sia dovuto al fatto che un sacco di gente prova a scrivere fantasy e fallisce miseramente, anche perché sono il primo che tenta di tirare fuori qualcosa di originale e non ce la fa, però converremo tutti sul fatto che è una delle ragioni principali.
L’altro motivo principale si riassume nella Teoria dell’Ilare Sogno: il Sogno è quello dell’esordiente convinto di sbancare con il proprio romanzo, l’Ilare è l’editore mentre gli viene esposto il Sogno.
In base al genere, la Teoria dell’Ilare Sogno può assumere vari nomi e connotazioni.
Nel caso del fantasy “tengo gnocca” italiano, diventerà la Teoria del Sociopatico Sogno; in quello dell’urban moderno, Teoria dello Stupido Sogno; nel caso del fantascientifico, Teoria del Sogno dell’Asimov Indemoniato.
Non volete davvero sapere come si chiama la Teoria che comprende le Cinquanta Sfumature. Ora che conosciamo i motivi di ciò che mi ha spinto a scrivere questo articolo, iniziamo con l’introduzione dell’argomento vero e proprio.
Okay, so che spezzerò qualche cuore. E che forse qualcuno spezzerà le mie gambe. Ma, per il bene del fantasy, dell’editoria, del blog e del mondo intero, io continuerò a scrivere!
Tu! Autore esordiente che mi leggi! Aspetta lì, vado a prendere la scopiazzat… IL COPIONE! IL COPIONE!
***
Eh-ehm.
Io sono il blogger Alchimista, vostro recensore di fiducia; d’ora in poi, ogni cosa che dirò corrisponderà a pura verità, tutto chiaro, “originalissimi” scrittori?! Da oggi, voi siete uno sputo d’inchiostro! La più bassa forma di scrittura che ci sia sul globo! Non siete nemmeno fottuti esseri umani, sarete solo una massa informe di materia organica vegetale comunemente detta plagio! Tutto chiaro, “originalissimi” scrittori?!
***
Forse sto esagerando.
Ma vedete, io me la piglio a cuore, in certe cose. A cuore, NEL cuore, dritto nell’aorta… Non importa, davvero. Nel giorno in cui morirò davvero d’infarto, verrò a perseguitarvi infestando le pagine della vostra copia di Twilight, o di Tre Metri Sopra al Cielo, o di qualunque altro libro brutto abbiate in casa, tranne le Cinquanta Sfumature. Anche gli spettri vendicativi hanno limiti e buon gusto.
In ogni caso, questo documento non intende assolutamente dirvi come dovete scrivere fantasy; non sono mica così saputello. Questo documento esporrà solo la classificazione zoologica delle belv… Ehm, autori. Si tratterà di qualcosa di utile, spero, dato che al giorno d’oggi c’è un sacco di pubblicità ingannevole!
D’altronde, quante volte vi è capitato di leggere, sul retro delle copertine, lodi incessanti sul romanzo in questione, provenienti anche da fonti di tutto rispetto?
“Incomparabile” – New York Times.
“Spettacolare” – The Sun.
“Splendido” – Associazione Agricoltori Uniti dello Zambia.
“Pieno di passione e sentimento” – Redazione Giornalino Scuola Media San Silvio Beatificato di Arcore.
“Mi ha stregato” – Marion Zimmer Bradley.
E tu: «Ma la Bradley è morta nel ’99!»
Ma il commesso è già fuggito coi soldi.

Diciamocelo: si gioca molto sul momento. È ben difficile trovare due romanzi dello stesso autore – “stella nascente”, oppure è ancora più difficile trovarne due belli. Ma è anche vero che si tratta di una nota positiva, in un’epoca in cui tutti si improvvisano scrittori, da Del Piero a Sasha Grey, passando per decine di persone che si gettano nella scrittura. Insomma, in ogni caso si tratterà di palle.

OKAY, YUVIE, BASTA CON LE FOTTUTE BATTUTE SQUALLIDE!

Ordunque. Per comprendere bene quello che passa nella mente malata dell’esordiente fantasy, dobbiamo analizzare il “bagaglio culturale” dell’individuo, i suoi gusti letterari, insomma. In un genere eterogeneo come il fantasy vi dovrebbe essere un’ampia scelta di autori da cui trarre ispirazione, ma, a quanto pare, non è così. Incontro sempre più emergenti che si rifanno quasi esclusivamente a Lui. Al Nemico Assoluto.
Tolkien.

Okay, chiariamo.
Io ho letto parecchi libri di Tolkien, e pur non potendolo annoverare tra i miei autori preferiti, lo rispetto in quanto “fondatore” del genere, anche se in fondo in fondo di fondatore non si tratta, dato che le origini del fantasy vero e proprio sono riconducibili a molto prima di lui. Trovo che sia di una pesantezza immane, considerando anche il fatto che era un medievalista, ma non lo odio e, a differenza di parecchie persone, non lo considero un dio sceso in terra. Non più, almeno…
Tolkien di là, Tolkien di qua, Tolkien su, Tolkien giù, a destra, a sinistra, in basso, in alto, angolato, a novan… NO! SCHERZAVO!
Insomma, fatto sta che il capillare (e, secondo molti punti di vista, giusto) successo di Tolkien ha influenzato molto autori, e questo è un bene. Finché si tratta di influenzare.
Tralasciando i casi di plagi veri e propri, dato che sono eclatanti e molto isolati… Avete mai fatto caso a come si struttura normalmente il fantasy? Una comitiva di disadattati, un compito da svolgere, una guida morale, magia, qualche volta una guerra… Qualcuno le chiama “caratteristiche”, altri “cliché”… Io non pendo da nessuna delle due parti della bilancia, mi limito a citare il caro Frank Zappa:
“Senza deviazione dalla norma, il progresso non è possibile”
E comunque, la cosa che non perdonerò mai a Tolkien sono gli elfi. Ma questa è un’altra storia.

Non pensiate, comunque, che la lista si fermi qui. Si stanno via via affermando varie correnti di autori emergenti, che spaziano dai Martiniani ai Troisiani, passando per Paoliniani, Steampunkosi, Sapkowskiesi e via dicendo.
Non cito Brooks perché è come citare Tolkien.
(Vi ho buttato l’osso, mastini polemici, venite a prenderlo! MWAHAHAHAHAHAH!)
E non cito la Rosso perché… perché no.
Aaaaanyway, facciamo qualche semplice distinzione.

Troisiana= Autrice (pochissime volte autore) estremamente diffusa in tutto il mondo, anche se con nomi diversi; che dire, sangue, botte e tette sono un trinomio perfetto. Ma, si sa, Italians do it better, e quindi alla Mary Sue classica si aggiungono dosi ancora più massicce di seghe mentali e diversi cliché e indecisioni amorose, il tutto contornato da una forte, fortissima dose di “momenti WTF” e situazioni paradossali.
Martiniano = Stronzo.
Paoliniano = LUKELUKELUKELUKELUKELATOOSCUROLATOOSCUROLATOOSCUROFORZAFORZAFORZA

… Lo so di meritarmi tutte le vangate di questo mondo. Lo so.

Direte voi: “Ma tra ispirarsi e copiare c’è differenza!”. Ebbene, la differenza è labile. E, in ogni caso, voi vorreste leggere soltanto megacitazioni a opere che avete già letto prima? Quando, oltretutto, spesse volte le citazioni sono fatte male?
(Esatto, Paolini, non ti ho perdonato per aver citato Doctor Who)
E… Per il “copiare”… Per quello arriverà un articolo a parte… Prima o poi… E lì citerò fortemente qualcuno.
VERO, EH, VERO, RAZZA DI MALEDETTO PICCOLO…
(*Provvidenziale padellata a difesa della privacy, del buon gusto e della politica anti-spoiler*)

Passiamo, infine, ai metodi di pubblicazione. Una parola: e-book. Il che, vista l’idea che il lettore medio ha degli e-reader, può essere considerata una specie di gigantesca presa per il culo della casa editrice oppure un’azione benefica verso i lettore. Sono più propenso per la prima. Quelle poche volte in cui è possibile trovare qualche nome sconosciuto tra gli scaffali di una libreria, verrà quasi naturale giudicare il libro dalla copertina e urlare varie esclamazioni. La più gettonata è: “BIMBOMINKIAAAAAAA”, data la prolifera industria della Paranormal Romance, questi tempi. Tutto questo prima, ovviamente, di avere un arresto cardiaco.
Emergenti, sentitemi: per le idee originali, non basta poi molto. Usate i Pink Floyd. Potreste diventare dei genii oppure potreste avere degli incubi che vi spingeranno al suicidio ed eviteranno che pubblichiate. Oppure, se non volete il suicidio, provate a sforzarvi un po’ di più, a partire dai nomi. Invece di riciclarli, battete un pugno sulla tastiera e prima o poi ne uscirà uno bello e originale. E, per l’amor del cielo, BASTA STREGONI!

Yuvie – The Alchemist