“Splendido” (Cit.)

Breve comunicazione di servizio e sproloquio immane sugli emergenti del fantasy!

Ehm, okay.
Per motivi che non starò a ripetere, ma che si riassumono largamente nella parola “scuola”, in questo periodo non sono molto presente. Anzi, è praticamente come se mi avessero preso e schiaffato nell’universo del Ciclo dei Robot e io sia troppo felice per tornare indietro e pensare ai miei sedici followers!
*Quindici!*
Zitta, Rossa!
Dunque, la comunicazione di servizio consiste, principalmente nel: ho quasi esaurito i libri squallidi. Sono al lavoro su tre recensioni di libri penosi (chi segue la pagina su Facebook, ossia Ulisse, saprà che uno di questi è Il Dilemma di Drizzt; gli altri sono top secret)
[E scusatemi il bruttissimo gioco di parole]
Questo, comunque, non è assolutamente (noooooo) una scusa per dire che mancherò ancora! Ho già stilato una lista di argomenti fantasyosi che non siano necessariamente recensioni, e inoltre queste ultime non si fermeranno affatto, perché sempre Ulisse saprà che ho iniziato a stilare un’estremamente pericolosa Guida Galattica alle Fanfiction, che sarà a puntate.
Quindi, no, non vi siete ancora liberati di me!

Comunque, e questa è una nota che ho aggiunto successivamente, oggi, 12 Giugno, HO FINITO LA SCUOLAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!
Quindi, ripeto, non vi siete liberati di me, e vi annuncio che con l’estate sono abbastanza sicuro di riuscire a postare con una certa regolarità!
Ultime parole famose? Può darsi.
Ora, sotto le ispiratrici note di Paranoid Android, via con l’articolo vero e proprio.

Vi sarà certamente capitato, un giorno o l’altro, di addentrarvi nel reparto fantasy della vostra libreria di fiducia. Se, come me, la vostra libreria non ha un reparto fantasy ma un semplice scaffale, oppure semplicemente non avete una libreria di fiducia, non fatevi prendere dal panico: non sapete a cosa potreste andare incontro.
Perché? Se, sempre come me, siete degli incorreggibili, schizzinosi, irascibili individui che si dilettano a scrivere fantasy, i risultati potrebbero essere spiacevoli.
Potreste venire presi da un arresto cardiaco, e fare sì che la libreria che ospita gli abomini che avete visto si assuma le responsabilità e venga chiusa;
Potreste iniziare a imprecare e imprecare e imprecare, e verreste buttati fuori;
Potreste semplicemente uscire e gettare una maledizione su quel luogo.
Se vi interessa, io, a giro, compio tutte e tre le azioni. Poi ci si domanda dell’ignoranza del Sud, eh? Siamo stati io e i miei antenati, che a furia di arresti cardiaci abbiamo fatto chiudere tutte le librerie sulla piazza. Sentito, Lega? Pigliatela con me!

C’è da dire che io me le cerco. Tendo a comprare spesso libri di autori esordienti o comunque che non ho mai sentito prima. Ogni volta che compro un libro io, è un salto nel vuoto; la cosa potrebbe benissimo diventare controproducente, perché se malauguratamente dovessi comprare uno dei libri che verranno sull’onda delle Cinquanta Sfumature (previsti già dalla Rossa), il salto nel vuoto non sarà solo figurato, e lo stesso vale per qualsiasi paranormal romance, fantasy adolescenziale, Troisi’s fan, eccetera, eccetera. Questa politica del suicidio l’ho messa da parte, per adesso, perché sto leggendo principalmente Asimov, Adams e Coelho, e nel momento in cui posterò una loro recensione negativa qui dovrete seriamente pensare che il vostro Alchimista si sia buttato dalla finestra dopo aver comprato un qualunque plagio di pessima saga fantasy e che chi ha ereditato il computer abbia scoperto la password del suo account su WordPress.
In ogni caso, negli ultimi tempi il fantasy è un genere parecchio inflazionato. Ora, io non dico che sia dovuto al fatto che un sacco di gente prova a scrivere fantasy e fallisce miseramente, anche perché sono il primo che tenta di tirare fuori qualcosa di originale e non ce la fa, però converremo tutti sul fatto che è una delle ragioni principali.
L’altro motivo principale si riassume nella Teoria dell’Ilare Sogno: il Sogno è quello dell’esordiente convinto di sbancare con il proprio romanzo, l’Ilare è l’editore mentre gli viene esposto il Sogno.
In base al genere, la Teoria dell’Ilare Sogno può assumere vari nomi e connotazioni.
Nel caso del fantasy “tengo gnocca” italiano, diventerà la Teoria del Sociopatico Sogno; in quello dell’urban moderno, Teoria dello Stupido Sogno; nel caso del fantascientifico, Teoria del Sogno dell’Asimov Indemoniato.
Non volete davvero sapere come si chiama la Teoria che comprende le Cinquanta Sfumature. Ora che conosciamo i motivi di ciò che mi ha spinto a scrivere questo articolo, iniziamo con l’introduzione dell’argomento vero e proprio.
Okay, so che spezzerò qualche cuore. E che forse qualcuno spezzerà le mie gambe. Ma, per il bene del fantasy, dell’editoria, del blog e del mondo intero, io continuerò a scrivere!
Tu! Autore esordiente che mi leggi! Aspetta lì, vado a prendere la scopiazzat… IL COPIONE! IL COPIONE!
***
Eh-ehm.
Io sono il blogger Alchimista, vostro recensore di fiducia; d’ora in poi, ogni cosa che dirò corrisponderà a pura verità, tutto chiaro, “originalissimi” scrittori?! Da oggi, voi siete uno sputo d’inchiostro! La più bassa forma di scrittura che ci sia sul globo! Non siete nemmeno fottuti esseri umani, sarete solo una massa informe di materia organica vegetale comunemente detta plagio! Tutto chiaro, “originalissimi” scrittori?!
***
Forse sto esagerando.
Ma vedete, io me la piglio a cuore, in certe cose. A cuore, NEL cuore, dritto nell’aorta… Non importa, davvero. Nel giorno in cui morirò davvero d’infarto, verrò a perseguitarvi infestando le pagine della vostra copia di Twilight, o di Tre Metri Sopra al Cielo, o di qualunque altro libro brutto abbiate in casa, tranne le Cinquanta Sfumature. Anche gli spettri vendicativi hanno limiti e buon gusto.
In ogni caso, questo documento non intende assolutamente dirvi come dovete scrivere fantasy; non sono mica così saputello. Questo documento esporrà solo la classificazione zoologica delle belv… Ehm, autori. Si tratterà di qualcosa di utile, spero, dato che al giorno d’oggi c’è un sacco di pubblicità ingannevole!
D’altronde, quante volte vi è capitato di leggere, sul retro delle copertine, lodi incessanti sul romanzo in questione, provenienti anche da fonti di tutto rispetto?
“Incomparabile” – New York Times.
“Spettacolare” – The Sun.
“Splendido” – Associazione Agricoltori Uniti dello Zambia.
“Pieno di passione e sentimento” – Redazione Giornalino Scuola Media San Silvio Beatificato di Arcore.
“Mi ha stregato” – Marion Zimmer Bradley.
E tu: «Ma la Bradley è morta nel ’99!»
Ma il commesso è già fuggito coi soldi.

Diciamocelo: si gioca molto sul momento. È ben difficile trovare due romanzi dello stesso autore – “stella nascente”, oppure è ancora più difficile trovarne due belli. Ma è anche vero che si tratta di una nota positiva, in un’epoca in cui tutti si improvvisano scrittori, da Del Piero a Sasha Grey, passando per decine di persone che si gettano nella scrittura. Insomma, in ogni caso si tratterà di palle.

OKAY, YUVIE, BASTA CON LE FOTTUTE BATTUTE SQUALLIDE!

Ordunque. Per comprendere bene quello che passa nella mente malata dell’esordiente fantasy, dobbiamo analizzare il “bagaglio culturale” dell’individuo, i suoi gusti letterari, insomma. In un genere eterogeneo come il fantasy vi dovrebbe essere un’ampia scelta di autori da cui trarre ispirazione, ma, a quanto pare, non è così. Incontro sempre più emergenti che si rifanno quasi esclusivamente a Lui. Al Nemico Assoluto.
Tolkien.

Okay, chiariamo.
Io ho letto parecchi libri di Tolkien, e pur non potendolo annoverare tra i miei autori preferiti, lo rispetto in quanto “fondatore” del genere, anche se in fondo in fondo di fondatore non si tratta, dato che le origini del fantasy vero e proprio sono riconducibili a molto prima di lui. Trovo che sia di una pesantezza immane, considerando anche il fatto che era un medievalista, ma non lo odio e, a differenza di parecchie persone, non lo considero un dio sceso in terra. Non più, almeno…
Tolkien di là, Tolkien di qua, Tolkien su, Tolkien giù, a destra, a sinistra, in basso, in alto, angolato, a novan… NO! SCHERZAVO!
Insomma, fatto sta che il capillare (e, secondo molti punti di vista, giusto) successo di Tolkien ha influenzato molto autori, e questo è un bene. Finché si tratta di influenzare.
Tralasciando i casi di plagi veri e propri, dato che sono eclatanti e molto isolati… Avete mai fatto caso a come si struttura normalmente il fantasy? Una comitiva di disadattati, un compito da svolgere, una guida morale, magia, qualche volta una guerra… Qualcuno le chiama “caratteristiche”, altri “cliché”… Io non pendo da nessuna delle due parti della bilancia, mi limito a citare il caro Frank Zappa:
“Senza deviazione dalla norma, il progresso non è possibile”
E comunque, la cosa che non perdonerò mai a Tolkien sono gli elfi. Ma questa è un’altra storia.

Non pensiate, comunque, che la lista si fermi qui. Si stanno via via affermando varie correnti di autori emergenti, che spaziano dai Martiniani ai Troisiani, passando per Paoliniani, Steampunkosi, Sapkowskiesi e via dicendo.
Non cito Brooks perché è come citare Tolkien.
(Vi ho buttato l’osso, mastini polemici, venite a prenderlo! MWAHAHAHAHAHAH!)
E non cito la Rosso perché… perché no.
Aaaaanyway, facciamo qualche semplice distinzione.

Troisiana= Autrice (pochissime volte autore) estremamente diffusa in tutto il mondo, anche se con nomi diversi; che dire, sangue, botte e tette sono un trinomio perfetto. Ma, si sa, Italians do it better, e quindi alla Mary Sue classica si aggiungono dosi ancora più massicce di seghe mentali e diversi cliché e indecisioni amorose, il tutto contornato da una forte, fortissima dose di “momenti WTF” e situazioni paradossali.
Martiniano = Stronzo.
Paoliniano = LUKELUKELUKELUKELUKELATOOSCUROLATOOSCUROLATOOSCUROFORZAFORZAFORZA

… Lo so di meritarmi tutte le vangate di questo mondo. Lo so.

Direte voi: “Ma tra ispirarsi e copiare c’è differenza!”. Ebbene, la differenza è labile. E, in ogni caso, voi vorreste leggere soltanto megacitazioni a opere che avete già letto prima? Quando, oltretutto, spesse volte le citazioni sono fatte male?
(Esatto, Paolini, non ti ho perdonato per aver citato Doctor Who)
E… Per il “copiare”… Per quello arriverà un articolo a parte… Prima o poi… E lì citerò fortemente qualcuno.
VERO, EH, VERO, RAZZA DI MALEDETTO PICCOLO…
(*Provvidenziale padellata a difesa della privacy, del buon gusto e della politica anti-spoiler*)

Passiamo, infine, ai metodi di pubblicazione. Una parola: e-book. Il che, vista l’idea che il lettore medio ha degli e-reader, può essere considerata una specie di gigantesca presa per il culo della casa editrice oppure un’azione benefica verso i lettore. Sono più propenso per la prima. Quelle poche volte in cui è possibile trovare qualche nome sconosciuto tra gli scaffali di una libreria, verrà quasi naturale giudicare il libro dalla copertina e urlare varie esclamazioni. La più gettonata è: “BIMBOMINKIAAAAAAA”, data la prolifera industria della Paranormal Romance, questi tempi. Tutto questo prima, ovviamente, di avere un arresto cardiaco.
Emergenti, sentitemi: per le idee originali, non basta poi molto. Usate i Pink Floyd. Potreste diventare dei genii oppure potreste avere degli incubi che vi spingeranno al suicidio ed eviteranno che pubblichiate. Oppure, se non volete il suicidio, provate a sforzarvi un po’ di più, a partire dai nomi. Invece di riciclarli, battete un pugno sulla tastiera e prima o poi ne uscirà uno bello e originale. E, per l’amor del cielo, BASTA STREGONI!

Yuvie – The Alchemist

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