Il ritorno dello Americano

Recensione di Angeli e Demoni, di Dan Brown – PARTE III

Salve a tutti!
Ebbene sì, sono ancora io, inutile che vi lamentiate!
Prima di iniziare la recensione e di farvi crollare tutti addormentati, ne approfitto per fare un annuncio inutile: come alcuni avranno notato, qui accanto è comparso il “coso” (termine tecnico da vero aspirante ingegnere, che non usa inglesismi come “widget”) chiamato “Altro”: al suo interno c’è anche il link che porta alla nostra pagina facebook.
Niente di particolare, la usiamo semplicemente per esporre idee future e per postare brevi anteprime dell’articolo su cui stiamo lavorando seguite dalla percentuale di completamento di quest’ultimo… insomma, se vi interessa è lì.
Detto questo, diamo subito fuoco alle polveri che c’è una recensione da finire! è_é

Riassunto delle puntate precedenti: Gli Illuminati hanno rubato dal CERN un esemplare di antimateria e l’hanno nascosto da qualche parte in Vaticano, a mezzanotte avverrà l’annichilimento e del Vaticano rimarrà solo un simpaticissimo cratere fumante. Non contenti, hanno anche rapito i quattro cardinali più papabili e intendono ucciderne uno ogni ora, a partire dalle otto, in quattro chiese diverse: gli Altari della scienza.
A tentare di sventare il loro piano vi sono Robert Langdon e Vittoria Vetra, che al momento hanno rintracciato il primo Altare trovandoci dentro un cardinale morto soffocato da una manciata di terra.

In questa puntata: Acqua, aria e fuoco, documentarsi è ancora un optional, “Editoooor?”, “Colpo di scena!” e… “Tutto è bene quello che finisce bene”.

Langdon, dunque, si arrampica su per le impalcature della chiesa e scruta l’orizzonte nella direzione indicata dall’angelo, cercando una chiesa che possa essere il prossimo altare della scienza.

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Angelo che indica qualcosa.
Purtroppo non è l’angelo di Langdon .

Incredibile ma vero, Langdon non trova nulla. Il suo sguardo scorre fino all’orizzonte senza incontrare altra chiesa che non sia la Basilica di San Pietro, ma non può essere quella, perché, come spiega Langdon alle Guardie Svizzere appena sceso:

“La quartina dice esplicitamente “attraverso Roma”. La basilica di San Pietro non è a Roma, ma nel territorio della Città del Vaticano.”

*dlin-dlon*
COMUNICAZIONE INTERNA: si informa il signor Dan Brown che all’epoca di Galileo la Città del Vaticano non era ancora stata istituita.
*dlin-dlon*
Comunque, una guardia fa notare a Langdon che Piazza San Pietro è da sempre oggetto di controversie, in quanto c’è gente che ritiene che faccia parte di Roma e non del Vaticano e che, proprio alla base dell’obelisco, c’è un bassorilievo detto West Ponente o Il soffio di Dio. Dato che, come fa notare un gasatissimo Langdon, la piazza è opera del Bernini, i nostri partono di gran carriera verso il Vaticano per salvare il secondo cardinale.
Mentre loro corrono, io voglio fare i complimenti a Dan Brown per la combo:
COMPLIMENTI SIGNOR BROWN! Su DUE opere del Bernini che ha nominato ne ha beccate DUE realizzate DOPO la morte di Galileo, che quindi non poteva sapere della loro esistenza, nè tantomeno metterle nel suo Cammino dell’Illuminazione! Sono commossa, davvero!

Il gruppo arriva in Piazza San Pietro, fermamente piantonato dai due giornalisti della BBC che, nel frattempo, stanno mandando al loro capo le immagini del cadavere caricato nel bagliaio dalle Guardie Svizzere.
Langdon e Vittoria si avventurano per la Piazza e Chinita, la videoperatrice della coppia di giornalisti, li segue con la telecamera puntata.

Suonano le nove.
Una bambina urla.
Accanto a lei, quello che sembrava un barbone ubriaco seduto ai piedi dell’obelisco si accascia al suolo e una chiazza di sangue gli si allarga sotto di lui.
L’uomo è ancora vivo quando lo soccorrono vedono che ha il petto marchiato a fuoco dal terzo magnifico ambigramma. È il secondo cardinale.

Air

Ambigramma. Sì, ve li posterò tutti.

Quando provano a fargli la respirazione bocca a bocca notano che ha i polmoni perforati. Il poveretto muore, l’unica cosa che si riesce a sapere dai presenti è che era stato aiutato a sedersi lì da un signore scuro di pelle e, ovviamente, la videoperatrice riprende tutto e, quando le Guardie Svizzere tentano di riprendere la cassetta riesce a imbrogliarle e a consegnar loro un nastro vergine.
… all’improvviso ho capito come sia possibile che una persona isolata sia riuscita a rapirgli quattro cardinali da sotto il naso, a rubargli una telecamera e a nascondere un ordigno pericoloso chissà dove senza che nessuno ne sapesse nulla!

I nostri eroi si riuniscono nello studio del Camerlengo a fare il punto della situazione.
– Il Camerlengo è, essenzialmente, incazzato nero, anche se cercano di farcelo passare per “stanco e provato”.
– Due cardinali su quattro sono morti.
– Due terzi delle zone del Vaticano aperte al pubblico sono stati controllati alla ricerca dell’antimateria senza successo.
– Nessuno ha ancora preparato il piano di evaquazione per i Cardinali.
– Il soffio dell’angelo sul West Ponente sembra indicare una ventina di chiese, nessuno sa se in qualcuna di esse ci sia un’opera del Bernini relativa al fuoco, nonostante le altre due chiese fossero vicine ad un obelisco nessuna di quelle in esame sembra esserlo.
– L’angelo sul West Ponente in realtà non è un angelo, ma è il Dio Eolo.
(no, scherzavo, questa non la dicono loro, ve la dico io che so la storia dell’arte meglio di Langdon che la insegna)

Morale della favola: Langdon viene portato di nuovo negli Archivi Vaticani a consultare il catalogo di tutte le opere del Bernini, mentre Vittoria resta nello studio del Camerlengo ed è così presente quando una guardia chiede a Olivetti di accendere la TV.
La BBC ha mandato in onda i filmati e li ha concessi a tutte le reti televisive: su ogni canale si vedono i cardinali morti o si parla degli Illuminati.
Infine, su informazione dell’assassino, la BBC ha diffuso la notizia che il vecchio Papa non fosse morto in seguito a ictus, ma per avvelenamento dovuto a dosi massicce di eparina, un farmaco che il Santo Padre effettivamente prendeva.
Il Camerlengo, a questo punto, decide che si è definitivamente rotto i cosiddetti e prende in mano la situazione stabilendo che:
– Rocher, la Guardia che dirigeva le ricerche, dovesse riferire direttamente a lui.
– Olivetti avrebbe aiutato Langdon a rintracciare l’assassino.
– Gunther Glick e Chinita, i due giornalisti, dovessero essere trovati e portati da lui.
– Lui, un paio di guardie e Vittoria sarebbero scesi nelle catacombe a confermare se la notizia dell’avvelenamento era vera (e con essa le implicazioni che un’infiltrazione simile avrebbe significato) grazie ai segni che l’eparina lascia sui corpi.

Nell’Archivio, Langdon ha trovato il catalogo di tutte le opere del Bernini e, sfogliando più o meno a caso, ha una gran botta di cul dopo un’abile e intelligentissima ricerca, riesce a trovare la statua che cercava: L’Estasi di Santa Teresa nella chiesa di Santa Maria della Vittoria.
Signori, sono fiera di annunciarvi che Dan Brown non delude!
Siamo a TRE statue su TRE iniziate dopo la morte di Galileo!
Grande Dan Brown!
Stendo un velo pietoso su Langdon che legge un brano in italiano che descrive l’opera ridendo per la metafora sessuale che vi è nascosta, salvo poi dire che

“Benché fosse in italiano, riconobbe la parola “fuoco”, che ricorreva almeno cinqueo sei volte”

… No, scherzavo non lo stendo il velo pietoso.
Allora, Dan Brown vuole scrivere un thriller. D’accordo.
Vuole ambientarlo in Italia. Perfetto.
Strupra la Storia per inventarsi un conflitto che faccia andare la trama. Okay.
Basa tutta la ricerca su delle opere d’arte. Ottimo.
Non si prende nemmeno la briga di controllare le date delle suddette opere. Magnifico.
Ci passerei anche sopra – magari con una schiacciasassi – se almeno, errori a parte, ci fosse un minimo di coerenza interna. Invece, per la miseria, queste due cose succedono nella stessa cazzo di pagina. È tanto chiedere al signor Dan Brown o ai suoi gentilissimi editor almeno di RILEGGERE cosa scrivono?!
Santo Asimov, protettore della Robotica, dammi pazienza.

Quando prova a uscire, il Karma decide che certe castronerie non le può più sopportare e tenta anche lui di ammazzare Langdon.
Infatti, mentre Langdon – già a corto di ossigeno – sta per premere il pulsante che avrebbe aperto la porta, da un’altra parte Rocher toglie beatamente la corrente per continuare le sue ricerche, Lasciando gli Archivi a secco e il nostro eroe chiuso in un compartimento stagno con l’aria in esaurimento.
Langdon ne esce arrampicandosi su per uno scaffale e facendolo cadere spiengendo contro la parete, provocando così una reazione a catena in cui tutti gli scaffali cadono come tessere di un domino facendo esplodere la parete in vetro in una scena che farebbe commuovere Scrat dell’Era Glaciale.
Nel frattempo Vittoria e il Camerlengo scoprono che il Papa era stato effettivamente assassinato.

Olivetti, Langdon e Vittoria si precipitano verso il terzo Altare, arrivati lì Olivetti entra nella chiesa da un’entrata secondaria, mentre Langdon e Vittoria sono incaricati di starsene in un angolo della piazza a tenere d’occhio l’ingresso principale.
L’ordine se ne va a putt a donne perdute quando le vetrate di Santa Maria della Vittoria vengono illuminate da un incendio scoppiato al suo interno.
Le panche erano state accatastate sotto alla cupola della chiesa a formare una specie di pira in fiamme, sospeso su di essa c’è il terzo cardinale appeso per le braccia tramite due catene e posizionato a guisa di crocefisso.
L’uomo è ancora vivo e sul petto c’è il quarto ambigramma.

Fire

Vi avevo detto che ve li avrei rifilati tutti

Mentre Langdon tenta di trovare un modo per salvare il poveretto, Vittoria trova il cadavere di Olivetti a terra con il collo spezzato. In quel momento viene presa colpita alle spalle dall’assassino, che poi, visto il fallimento del Karma di cui parlavamo prima, tenta anche lui di cavare di mezzo Langdon sparandogli contro, ma Langdon, da bravo Americano istruito da Hollywood, evita il colpo.
La collutazione che segue si conclude con l’Assassino che se ne va con Vittoria e Langdon rinchiuso sotto a un pesantissimo sarcofago di travertino capovolto (niente domande).
Ah, giusto per chiarire, mentre tutto questo accade, la piazza è OVVIAMENTE deserta.   -.-“

Intanto, in Vaticano, il Camerlengo interrompe il conclave, portando con sè i due giornalisti che filmano e trasmettono tutto. Dall’altare della Cappella Sistina, il Camerlengo dichiara la sua resa e fa un discorso bellissimo su scienza e fede che, purtroppo, non posso postare perchè è lunghissimo.
Per una volta che non sono ironica fidatevi di me: era DAVVERO un discorso bellissimo.
La logica di fondo dietro a tutto ciò la lascio esporre a Dan Brown, che stavolta ha fatto qualcosa di giusto.

” Facendo riprendere i cardinali dalle telecamere, stava dando un volto umano alla Chiesa. Il Vaticano non era più fatto di edifici, ma di persone. Persone che, come il camerlengo, avevano dedicato la propria esistenza al servizio del bene.”

“Quella di Carlo Ventresca era una drammatica e disperata richiesta di aiuto. Stava parlando sia ai suoi amici sia ai suoi nemici. Stava esortando tutti, con lui o contro di lui, a vedere la luce e fermare quella pazzia. “

L’Assassino, nel frattempo, rapisce Vittoria e la porta nel covo degli Illuminati svenuta e legata e ci fracassa i cogl informa con classe ed eleganza di quanto lei sia eccitante e della di lui intenzione di stuprarla e ucciderla a fine lavoro.
Abbandonata la Cappella Sistina, il Camerlengo torna nel suo studio dove dà gli ultimi ordini al Capitano Rocher, in comando perchè non si hanno notizie di Olivetti , prima di congedarlo gli chiede di accendere il fuoco, perchè là dentro si congelava.
… ricordiamo ai gentili lettori che sono ancora svegli che ci hanno spesso ribadito come sia una mite serata estiva e che all’inizio del romanzo Langdon si è lamentato per il caldo, ma a quanto pare Rocher non lo trova strano. Sì, sono pignola, ma vi giuro che c’è un motivo.
Appena Rocher esce dallo studio del Papa riceve una telefonata da parte di un Individuo Misterioso che ha informazioni importanti.
Intanto, al CERN, Kohler, dopo aver soperto che Leonardo Vetra aveva parlato dell’antimateria con qualcuno, chiede alla sua segretaria di dare l’ordine che si prepari il suo jet.

Langdon viene estratto dal sarcofago dai poliziotti e dai vigili del fuoco attirati dall’incendio. Appena si riprende abbastanza da capire quel poco che capisce di solit da capire qualcosa, Langdon si fa dare una cartina di Roma e, osservando la freccia in mano all’angelo, cerca di trovare l’ultimo Altare, fermamente convinto di poter fermare l’Assassino da solo e ritrovare Vittoria.
… L’importante è crederci.
Comunque, qui vediamo un viaggione assurd un interessantissimo ragionamento di simbologia, che porta Landon a tracciare una croce sulla cartina e a concludere che l’ultimo Altare è la Fontana dei Quattro Fiumi in Piazza Navona.
… Indovinate un po?
Ebbene sì! Dan Brown non si smentisce nemmeno stavolta! QUATTRO su QUATTRO!
No, sul serio, non ne ha imbroccata una giusta… ma gli editor li pagano per pettinare le bambole?

Mentre in Vaticano Gunther sta mettendo tutto il suo impegno nello sparare una minchiata dietro all’altra, si diffonde la notizia che qualcuno con informazioni in grado di risolvere la crisi sta arrivando a Roma; ma tutto questo Langdon non lo sa e –  dopo essere uscito da una chiesa che è stata teatro di un incendio in cui sono morti il comandante delle Guardie Svizzere e un cardinale e che ora pullula di vigili del fuoco e poliziotti senza che nessuno provi a fermarlo nonostante sia l’unico testimone – ruba un’auto e arriva a Piazza Navona.
Mi sento obbligata a descrivere la scena che segue nel dettaglio, perchè è talmente piena di errori da essere esilarante.
La piazza è, ovviamente, deserta, perchè con una crisi come quella in corso mi sembra ovvio che in giro non ci sia nessuno, no?
A un certo punto, giunge un furgone nero coi fari spenti, che più cliché di così c’è solo James Bond, e si ferma “con il portellone laterale a pochi centimetri dal bordo della vasca.”.
Perchè, ovviamente, la “transenna” che circonda la fontana impedendo di raggiungere l’acqua è svanita nel nulla per decreto divino.
Langdon vede l’Assassino aprire il portellone  e prepararsi a far cadere in acqua l’ultimo cardinale adeguatamente appesantito e incatenato e, in qualche modo, raggiunge l’altro lato della fontana senza farsi vedere e si infila in acqua.

L’acqua gli arrivava alla cintola ed era gelida. Strinse i denti e avanzò a fatica. Il fondo, già scivoloso di per sé, era reso ancora più infido dallo strato di monetine che vi  gettavano i turisti, convinti che portasse fortuna.

Ma vi rendete conto che noi li paghiamo profumatamente per non fare un cazzo e propinarci bioate del genere?!
Porca pu…zzola, Dan Brown, se vuoi ambientare una fottutissima scena d’azione in una fontana esistente, non pensi che sarebbe il caso quantomeno di sapere come cazzo è fatta quasta fontana?! Non ci vuole molto, giuro! Un minuto su Google-immagini e scopri che la fontana in questione è talmente poco profonda che è un miracolo che il cardinale ci anneghi con tutti gli orpelli che ha attorno, ché rischia di toccare il fondo con la bocca ancora fuori dall’acqua… e tu mi dici che arriva alla cintola? Cos’è Langdon si è digievoluto in un puffo?!
E gli editor, dannazione, cosa ci stanno a fare? A buttare le monetine nella fontana per augurare a Dan Brown la fortuna di non trovare mai qualcuno che si accorga delle sua castronerie mentre gli altri turisti vanno a buttare le loro nella fontana DI TREVI?
Langdon si riconferma l’Americano che è e spreca l’elemento sorpresa in uno scambio di battute da macho. L’Assassino, che invece non è Americano, ribadisce che ha fretta di tornare da Vittoria, spinge il cardinale in acqua e si getta addosso a Langdon. Vi è di nuovo una collutazione e, come l’altra volta, il cardinale nel frattempo muore; Langdon per salvarsi, finge la morte per annegamento e l’Assassino, che ormai ha più sangue nell’organo di sotto che nel cervell probabilmente confuso e stanco a causa dell’agitazione delle ultime ore, ci crede e se ne va.

Water

Altro ambigramma. No, non l’avevo dimenticato

Langdon esce dall’acqua e studia la fontana alla ricerca dell’ultimo angelo, ma non trova nulla. Finchè, ormai disperato, nota in cima all’obelisco una colomba in bronzo.

“La colomba è il simbolo pagano dell’Angelo della Pace.”

Uh… scema io che credevo che fosse il simbolo dello Spirito Santo.
La colomba punta a ovest e, arrampicandosi sulle statue della fontanta (che Bernini ti perdoni per questo, uomo, perché io non lo farò!) capisce subito che l’ultima meta è Castel Sant’Angelo, il cui ponte è decorato da statue di angeli fatte dal Bernini.
Lo sapete già, vero?
Esatto! Anche queste fatte dopo la morte di Galileo. Io non ho più nemmeno la voglia di imprecare, mi auguro solo che gli caschino in testa i loro angeli.

Langdon riesce ad entrare nel castello con l’aiuto di un giornalista (a cui in cambio rivela dove trovare il cadavere dell’ultimo cardinale) e della solita, sacrosanta botta di culo. Si arma di una spranga di ferro trovata in giro e cerca Vittoria.
L’Assassino in tempo è tornato e sta progettando nei dettagli cosa fare con Vittoria; a parte lo schifo della cosa, spero solo che non incontri mai Christian Grey o non voglio sapere cosa ne uscirebbe.
Langdon nel frattempo trova la stanza in cui stanno i due e, dopo un coreografico: “Angelo di Dio, veglia su di me”, fa irruzione all’interno e affronta l’Assassino.
Fossi stata io l’angelo, dopo tutte le castronerie che mi hai combinato sarei scesa ad aiutare l’Assassino a farti crepare fra atroci dolori, mio caro Langdon. Purtroppo non ho questa fortuna e, nella decina di pagine che seguono, accade che:
– Si viene a sapere dell’esistenza di un sesto marchio degli Illuminati.
– Si viene a sapere che il capo degli Illuminati è venuto a prendere quel marchio e intende usarlo sul Camerlengo.
– Langdon deduce brillantemente che il capo degli Illuminati è probabilmente colui che avrebbe dovuto portare le informazioni per risolvere la crisi.
– Victoria, finora legata come un salame, si libera con qualche strana tecnica yoga (davvero, non è ironia) e insieme a Langdon buttano l’Assassino giù da Castel Sant’Angelo.

L’elicottero con a bordo Kohler arriva in Vaticano e viene ricevuto in pompa magna: è lui l’informatore che tutti attendevano. Langdon e Vittoria lo vedono da Castel Sant’Angelo e si catapultano in Vaticano attraverso il Passetto, un antico passaggio segreto. Arrivano giusto in tempo per venire bloccati da Rocher che non vuole farli entrare nello studio del Camerlengo e sentire il grido raccapricciante di quest’ultimo.
Langdon, Vittoria e un paio di Guardie fanno irruzione insieme a Rocher, trovano il Camerlengo che giace a terra col petto marchiato e Kohler armato di pistola. Nel casino che segue vengono uccisi a colpi di pistola Kohler e Rocher, accusato dal Camerlengo di essere un complice; prima di morire Kohler consegna a Langdon una telecamera che aveva con sè.

Diamante

Diamate degli Illuminati, i quattro elementi in un unico ambigramma
Il marchio del Camerlengo.
Quando dicevo che vi avrei rifilato tutti gli ambigrammi, intendevo proprio TUTTI.

Sono passate le undici e mezzo e Piazza San Pietro è un bordello assurdo, perchè, molto intelligentemente, nessuno ha pensato che sarebbe stato furbo farla evacuare. Langdon, Vittoria e una Guardia insignificante di nome Chartrand stanno trasportando il Camerlengo su una barella improvvisata verso l’elicottero per farlo ricoverare, manco a dirlo i giornalisti li seguono come sanguisughe.
A quel punto il Camerlengo riceve un’illuminazione divina e, con estremo disappunto di tutti quanti, sialza in piedi e corre all’interno della Basilica che doveva venir evacuata.
Inizia un inseguimento a lume del faretto della telecamera, perchè ovviamente i giornalisti li seguono, durante il quale il Camerlengo spiega di aver ricevuto l’illuminazione: l’antimateria doveva essere sulla tomba di San Pietro, nelle necropoli vaticane.
Fra obiezioni e strepiti varii, Ventresca arriva sulla tomba del Santo e scopre che, effettivamente, l’antimateria è lì e, fra obiezioni e strepiti ancora peggiori, che gli predicono che ucciderà tutta la gente in Piazza, si avvia per portarla fuori. Giunto in superficie, dopo una corsa spericolata con il petto marchiato a fuoco. Il Camerlengo corre verso l’elicottero che avrebbe dovuto portarlo in ospedale e, spinto via il pilota, si prepara a partire con l’antimateria. Con suo estremo disappunto, oltre all’antimateria si trova a bordo anche quel gran coglione altruista di Langdon, che, convinto che Ventresca volesse gettare l’ordigno in mare o nelle cave di roccia, vuole rendersi utile gettandolo di sotto mentre il Camerlengo pilotava.
È solo quando sono ad alta quota che, finalmente, Langdon capisce che il piano del Camerlengo non era di gettare l’antimateria in mare, ma di portarla abbastanza in alto da far sì che esplodesse senza danni: sono bloccati su un elicottero che sale, con un’ordigno che sta per esplodere.
A questo punto, il Camerlengo tenta l’impresa che sia il Karma, sia l’inviato di una setta satanica avevano fallito prima: tenta anche lui di fare secco Langdon e lo fa gettandosi dall’elicottero con l’unico paracadute. Tuttavia, nemmeno il potere di Dio e della scienza combinati riescono a spuntarla contro Langdon che si butta dall’elicottero usando come paracadute la tela cerata che serve a coprirlo.
Sì, avete letto bene.
Lo so che è fisicamente e umanamente impossibile! Ma secondo voi, uno che non riesce nemmeno a cercare una cazzo di fontana su Google riesce a concepire un’idea simile?

L’antimateria esplode in una scena francamente molto bella e la gente in piazza grida al miracolo vedendo il Camerlengo atterrare vivo e vegeto sul colonnato accanto alla statua di Gesù Cristo. Intanto Langdon manovra per atterrare nel Tevere, dove viene ripescato dai dottori dell’ospedale sull’Isola Tiberina… lo straordinario potere della botta di culo lo salva di nuovo, insomma.
Quando si sveglia gli consegnano ciò che è rimasto dei suoi averi: i resti maciullati del foglio del Diagramma e la telecamera di Kohler che, si scopre, funziona ancora. Appena Langdon vede il filmato si alza in piedi e muove mari e monti per farsi portare subito in Vaticano. Arriva giusto in tempo per irrompere, insieme a Vittoria, nel collegio dei cardinali che vorrebbe eleggere Papa il Camerlengo, davanti ai loro sguardi stupiti Langdon fa partire la registrazione…
… COLPO DI SCENA!
La registrazione mostra Kohler a colloquio con il Camerlengo, mentre lo accusa di aver sempre saputo dell’antimateria, in quanto Leonardo Vetra stesso gliel’aveva mostrata, e di essere stato lui a organizzare tutto. Incredibilmente Ventresca conferma di aver fatto tutto ciò, per fermare un’opera che lui riteneva sacrilega e riportare in auge la Chiesa; dopodichè si marchia da solo con il marchio scaldato sul fuoco che aveva fatto accendere a Rocher. (Capito ora perché ero pignola?)
Il resto è noto.

Ventresca viene fatto entrare e, fermamente convinto della sua opera, tenta di spiegare le sue motivazioni che, più o meno, si riassumono in:

“Quella notte la potenza degli Illuminati era tornata a manifestarsi, e con effetti straordinari. Era scomparsa l’apatia, la paura aveva fatto tremare il globo come un terremoto, unendo tutti i popoli. E la maestà del Signore aveva sconfitto le tenebre”

Interrogato sulla morte di Leonardo Vetra, su quella dei Cardinali e sul suo piano, Ventresca espone sempre una ragione; finchè non arrivano a chiedergli della morte del Papa.
A questo punto si ha un nuovo colpo di scena:

«Il papa aveva un figlio.»

CARRAMBA, CHE SORPRESA!
Ma non è ancora arrivata la fine, eh? Quando Ventresca rivela di come il Papa gli avesse confessato questo suo segreto e di come quella notte lui avesse iniziato a concepire il suo piano, il Cardinale Mortati rivela il plotwist che mi ha lasciato più perplessa in tutto il libro.
Prima di dirvelo vi do un indizio, vediamo se indovinate.
[indizio]

Ebbene sì! Il figlio in questione è Carlo Ventresca, che il defunto Santo Padre aveva concepito con fecondazione assistita insieme a una suora di cui si era innamorato, per non infrangere i voti.
Io non ho parole per esprimere cosa provo. vi dico solo che potrei fare concorrenza a LUI.

Quest’ultima notizia fa uscire di testa del tutto Carlo Ventresca che, diciamocelo, tanto a posto non doveva poi essere, per quanto geniale.
Sfuggendo ai Cardinali, egli accede all Nicchia dei Palli, dove bruciano novantanove lampade alimentate da un combustibile a base di butano, che, ergo, bruciano come l’Inferno. Il Camerlengo si cosparge di questi olii e si dà fuoco, svanendo in una voluta di fumo proprio sul balcone di Piazza San Pietro.

Tutto è bene quello che finisce bene (relativamente parlando).
Il Camerlengo abbandona questa terra di lacrime e “ascende al cielo”, per usare la metafora di Dan Brown, e il Cardinale Mortati, eletto Papa, raccoglie le sue ceneri e le depone accanto a quelle del padre.
E Langdon?
Langdon, sopravvissuto nonostante i disperati tentativi di ucciderlo compiuti più o meno da tutti, si ritira in albergo con Vittoria Vetra dove fanno l’amore. Vi risparmio la scena romantica fra i due, sia perché è agli stessi livelli di demenzialità della colonna ionica, sia perché, tanto, Langdon nel prossimo libro sarà felice di dimenticare Vittoria a favore della francesina discendente da Gesù Cristo.

Bene. Siamo giunti alla fine di questa fatica a puntate…
*parte l’inno alla gioia suonato dai lettori*
… ci vediamo presto con qualcosa di più leggero!
Ciao a tutti!

Mina – The Ginger

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