Quando la storia del Caotico Malvagio ti sfugge di mano.

Il Dilemma di Drizzit – R.A. Salvatore

Pessima sera a voi, followers!
O pessimo giorno, o pessimo pomeriggio, o pessima notte, o quello che volete voi… Basta che sia pessimo. Pessima, pessima, pessima! Come qualche documento COMPLETAMENTE A CASO che andremo ad analizzare oggi.
Allora, diciamoci subito che il mio parere su R.A. Salvatore è abbastanza simile a quello che ho su Tolkien: autore famosissimo e apprezzato, ma a me non fa né caldo né freddo. Non lo idolatro e non lo odio, mi avevano parlato benissimo di lui ma Il Dilemma di Drizzt, ossia il suo primo libro che ho comprato, non mi ha entusiasmato per niente. Mi sono fatto consigliare i suoi libri migliori, e prima o poi me li procurerò. Se mi piaceranno, bene, altrimenti li vedrete sul blog.
Vedete, tutto questo libro è solo un modo per descrivere la società Drow di Salvatore. Ma non vi anticipo niente.
Fatta la premessa, passiamo subito alla copertina! That’s it!
Sì, lo so che questa copertina non è niente di scandaloso, ma ormai è tradizione e va esaminata. Illustrazione da macho, con il caro Drizz(i)t e Glenda Guenhwyvar, la pantera. Titolo saga, titolo libro, autore, casa editrice, logo della serie di Forgotten Realms, che, per chi non lo sapesse, è l’universo immaginario di D&D, da cui varia gente ha tratto parecchi romanzi.
Lasciamo stare il fatto che non approvo affatto l’idea di avere un universo intero già pronto per la scrittura, seppur manovrabile a piacimento, ma io sono uno all’antica e sono attaccato alla buona vecchia politica “pensa e scrivi, sfaticato” del fantasy.
Ma, dato che il mio ego non è  soddisfatto dalla copertina, ecco che andiamo a esaminare il riassunto della trama! Yeah!

“Nelle viscere della terra, dimora dei malvagi elfi scuri, dove il buio regna sovrano e dimorano creature mostruose, vive il principe Drizzt Do’Urden, deciso a non piegarsi ai voleri degli elfi. Quegli esseri immondi vorrebbero che il giovane principe rinunciasse alla sua integrità degradandosi al pari di tutte le creature del mondo sotterraneo. Drizzt ha dunque l’animo lacerato da un dilemma: può vivere in un mondo che rifiuta la sua probità e dove immondi esseri non gli concederanno tregua finché non avrà rinunciato alle sue nobili doti? Può fuggire da Menzoberranzan, abbandonare il sottosuolo per unirsi agli abitanti della superficie, rinnegando così per sempre l’intera sua stirpe? Le straordinarie avventure di un eroe, la sua lotta disperata contro le forze del male, la faticosa conquista della libertà”

Perfetto. Ora andiamo ad analizzare, con calma e tranquillità, la situazione.
EXTERM…
No no no no no no no no no! Scusate. Era solo una reazione spontanea, sapete, come un’allergia. Una pesantissima allergia alla carta inchiostrata pessimamente. Ora, proviamo ad analizzare il riassunto, frase per frase.

“Nelle viscere della terra, dimora dei malvagi elfi scuri, dove il buio regna sovrano e dimorano creature mostruose, vive il principe Drizzt Do’Urden, deciso a non piegarsi ai voleri degli elfi.”

Per ora ci vado piano, dato che, lo vedete anche voi, questa frase non è poi nulla di speciale, se non per il fatto che il nome del protagonista farebbe saltare il doppio senso a qualche mente poco pulita. Ma io non sono una persona così. Assolutamente.

By the way, la prima frase ci mostra comunque un’anticipazione significativa della natura del nostro protagonista, che sembra essere l’unico povero Cristo con un cervello nato in una famiglia che non ne ha affatto. La famiglia Do’Urden è come la famiglia di Talitha al contrario: lì era solo lei a essere cretina. Non che Drizzt si comporti in modo più intelligente, ma è per il fatto che è pudico e tutto d’un pezzo da far schifo, non perché è cerebroleso.

“Quegli esseri immondi vorrebbero che il giovane principe rinunciasse alla sua integrità degradandosi al pari di tutte le creature del mondo sotterraneo.”

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“Drizzt ha dunque l’animo lacerato da un dilemma:”

WHAT?!

“può vivere in un mondo che rifiuta la sua probità e dove immondi esseri non gli concederanno tregua finché non avrà rinunciato alle sue nobili doti? Può fuggire da Menzoberranzan, abbandonare il sottosuolo per unirsi agli abitanti della superficie, rinnegando così per sempre l’intera sua stirpe?”
Santo Adams, che dilemma! Sei una specie di Rambo nano con la pelle viola, con una cazzo di pantera mangia uomini come animaletto, e fra il farti sottomettere sessualmente e non dalla tua società di sadici malati mentali e il fuggire e vivere in tranquillità per cazzi tuoi tu hai pure dubbi?! Ovvio! A questo punto offriti come prostituta dei Terrori Uncinati per racimolare abbastanza soldi da andartene ONOREVOLMENTE da una città il cui nome ricorda una bestemmia in turco pronunciata da un siciliano raffreddato!
E che cazzo!
Mi direte voi: “Ma, Yuvie, com’è che sei sopravvissuto a Hohlbein e Drizzt ti scandalizza tanto?”
Semplice! Ulrico era un coglione, ma, anche se l’autore non voleva farlo, rientra perfettamente nel contesto storico delle Crociate, popolato quasi solamente da coglioni bigotti cattolici intenzionati a fare la Guerra Santa con lo stesso spirito degli uomini odierni che seguono un mondiale di calcio. Drizzt no. Sì, è una mosca bianca nella sua società, e questo è un bene; ma è nato in una società in cui non si sopravvive senza un minimo di malizia, e la sua onnipresente “innocenza”, a lungo andare, dà molto sui nervi; inoltre, il fatto che non finga minimamente di adeguarsi, se non verso la fine, me lo ha fatto catalogare come “idiota” … E poi, fatemi capire perché diavolo una società intera dovrebbe essere “EVIL! BWAAAAAAAAH!”, con solo due eccezioni. Ditemi.
E poi, okay essere Evil, privi di vergogna, pronti a tutto, ma… Le normalissime leggi della natura e dell’affetto della famiglia? Ce le hanno pure gli animali, Gesù Cristo!

Argh!
Adoro questi libri. Adoro questi libri!
(Immaginatemi mentre ripeto questa frase, dondolandomi avanti e indietro sulla sedia)

“Le straordinarie avventure di un eroe, la sua lotta disperata contro le forze del male, la faticosa conquista della libertà”

Quali avventure? Di vere e proprie peripezie avventurose Drizzt ne farà al massimo quattro, in questo libro, lunghe una decina di pagine l’una e:
– in una si fa catturare.
– in un’altra fa parte di una spedizione in superficie la cui unica utilità è quella di mostrarci quanto i Drow siano impietosi nell’ammazzare gli elfi e in cui scopriamo che in realtà sono tutti giocatori accaniti di League of Legends, tanto che uno di loro ruba un’uccisione a Drizzt e si scandalizzano tutti.
E nella stessa spedizione salva una bimba attirandosi le ire della dea dei Drow, Lloth, di cui non parlo per il semplice motivo che ripeterei le stesse identiche cose dette sugli elfi scuri. Ma di Lloth ne parleremo fra poco, nei personaggi. Perché nel Faerûn si sa per certo dell’esistenza degli dèi e tendenzialmente sono una massa di cretini, ma non penso ci fossero dubbi al riguardo di certo ve lo sarete aspettato si tratta certamente di una metafora per esprimere lo schifo la situazione attuale preferisco non commentare.
Forse, cosa più probabile, sono semplicemente cretini.
La mappa è assente, ma dopotutto siamo nel sottosuolo e non servirebbe a una mazza; una cartina di Menzoberranzan non sarebbe stata una cattiva idea, però.

Dunque!

Lo stile.
Ho trovato lo stile di Salvatore, in una parola, schematico. Dialoghi, descrizioni, combattimenti, scene “divertenti”… Tutto maledettamente schematico. Mi è sembrato quasi che l’autore si fosse fatto una scaletta da seguire nello scrivere il romanzo. Sì, è una cosa che fanno tutti gli autori, ma personalmente io sarei sempre aperto a nuove idee e situazioni da inserire.
In questo capolavoro di legnosità, innocente pudicizia e intrighi politici da far impallidire un libro qualunque del Battello a Vapore, nella lettura emerge una sola cosa: le ripetizioni.
Le cazzo di ripetizioni.
Qui, miei cari, dovrei citare anche la traduzione fatta coi piedi, per non dire con altro, ma vi dirò che si tratta di una cosa moooolto relativa: nessuna traduzione sarebbe capace di farmi leggere quattordici volte il nome di un protagonista in una pagina.
Quattordici volte! No, no, voglio che ve ne rendiate perfettamente conto: quattordici! Avete la minima idea di che effetto abbia sul mio cervello una cosa del genere? Io mi sono fatto tutto il libro leggendo quasi ogni pagina più volte perché notavo le ripetizioni e non davo peso alla storia!
“Zak blablablabla Zak blablablablabla Zak”!
Ma scherziamo?! E i pronomi? I riferimenti? I titoli? Sono optional? ‘Sta cosa delle ripetizioni si vede più volte anche nei verbi riferiti ai dialoghi. Mai visti così tanti “disse”, “rispose” o “gridò”. Soprattutto i “gridò” ma variamo, che cazzo! A questo punto mi viene da pensare che “traduttore dell’Armenia” non si riferisca solo alla casa editrice!
Oltretutto, per tutto il romanzo io ho avuto una costante e fastidiosissima sensazione ignota, che per semplicità definirò “epicheggiante”. Come se l’autore si fosse prefissato lo scopo di far risuonare, nel cervello del lettore, una musica cazzuta ad accompagnare la sua cazzutissima storia, ma, nel mio caso, ha avuto come unico risultato quello di uccidere completamente la mia fantasia e impedirmi di costruire nella mia mente vere e proprie immagini della storia, cosa che io ritengo indispensabile, nei libri. In base a questo, concludiamo che Salvatore è il Michael Bay degli scrittori.
E poi… DANNAZIONE, I PROLOGHI IN CORSIVOOOOOO!
E per di più sotto forma di memorie del protagonista, e quindi di documento importante!
Troisi, che cosa vuoi da me? Che cosa vuoi? Perché infetti con la tua mania tutti gli autori che leggo, eh? PERCHEEEEEEE’?!
Ah, se notate che sono più stronzo del solito… Lunga storia. Vi dirò solo che in questo momento sto tentando di rilassarmi con Fake Plastic Trees, ma la canzone sta finendo e i prossimi della playlist sono i Metallica. E ci stiamo avvicinando ai personaggi. Quindi, se continuate a leggere sono cazzi vostri.

I personaggi.
Il capolavoro del romanzo. Psicologie e mentalità che farebbero urlare chiunque come una fangirl di Twilight. Sui Drow in generale vi ho già detto tutto quello che c’era da dire, perciò mi fiondo subito sui singoli personaggi.
Drizzt Do’ Urden: il protagonista. Un letale miscuglio tra Lucia Mondella, Rambo, Lancillotto e Gianburrasca, diventato una leggenda nell’ambiente dei Forgotten Realms. Tutta la sua esistenza si basa su una gigantesca botta di culo, dato che è il terzogenito dei Do’ Urden e doveva essere sacrificato a Lloth alla nascita, ma, dato che suo fratello aveva ucciso l’altro suo fratello, cosa che ha miracolosamente soddisfatto la dea.
Avevo già il mal di testa, a questo punto. Per quale dannatissimo motivo una dea dovrebbe preferire un Drow adulto e nel pieno delle forze ad un bambino già destinato al sacrificio? D’accordo che i maschi sarebbero inferiori, ma… Cavolo! E poi, Dinin, tu che non vuoi rivali e sai che il tuo fratellino appena nato deve essere sacrificato, perché semplicemente non lasci in pace Nalfein e poi non lo ammazzi successivamente? No, eh?
Sapete come lo chiamo, questo?
Espediente idiota per giustificare un’idea che sarebbe altrimenti senza senso!
Perché è ovvio che Drizzt rimarrebbe il terzogenito, e che dovrebbe venire comunque sacrificato, ma no! Muore Nalfein e buona pace alla logica!
Drizzt è una Mary Sue. Ecco, l’ho detto. Sa combattere, è vagamente intelligente, si fa seghe mentali in continuazione (e come biasimarlo), ha una morale più alta dell’Himalaya e agisce sempre secondo questa. Legale Buono del cazzo. Si salverà durante il romanzo unicamente grazie al fatto di essere un Terminator, mediante botte di culo allucinanti o per l’incapacità dei suoi nemici.

Zaknafein “Zak” Do’ Urden: maestro d’armi della famiglia. Condivide all’incirca le idee di Drizzt, solo che almeno lui ha capito che andarle a sbandierare in una società come quella dei Drow è un suicidio. Se la fa, occasionalmente, con la Matrona Malice, e questo ci porterà a scoprire che è il padre di Drizzt e di Vierna; a questo punto ho tirato il libro attraverso la stanza. Verso la fine muore, sacrificato a Lloth perché quel cretino del figlio l’aveva offesa salvando una bimba elfica.
Matrona Malice Do’ Urden: la capofamiglia. La società Drow è fortemente matriarcale, e i maschi sono sottomessi alle femmine, cosa che non ci fa assolutamente pensare a male. Malice tenta in tutti i modi di scalare la gerarchia delle Case di Menzoberranzan, e a inizio romanzo, infatti, i Do’ Urden distruggono i De Vir.
….
“Che cosa facciamo, stasera, Matrona Malice?”
“Quello che facciamo tutte le sere, Drizzt, tentiamo di conquistare il mondo.”

♫ Drizzt con la Matrona… Drizzt con la Matrona… ♫
♫ Uno è uno scemo, l’altra una tro…
*SDENG*
(Intervento anti – off topic di Ginger. Graaaaazie, Ginger.)

I padri fondatori di Menzoberranzan.

I padri fondatori di Menzoberranzan.

Rizzen Do’ Urden: attuale compagno di Malice. Praticamente un fantasma.
Maya, Briza e Vierna Do’ Urden: le sorelle di Drizzt. Tutte troie sacerdotesse di Lloth, sadiche, maligne, con la puzza sotto il naso e irriverenti perché sì.
Dinin Do’ Urden: un cretino.
Masoj Hun’ett: un altro cretino.
Alton De Vir: l’unico sopravvissuto di Casa De Vir che vuole VENDETTAAAAAAAAAAAAH!!!!!!!!!!!
Lloth, la Regina Ragno: una delle tantissime divinità del pantheon di D&D. Regola praticamente tutta la vita degli abitanti di Menzoberranzan e, dalle descrizioni che ne abbiamo, ce la possiamo immaginare dotata della stessa psicologia idiota e orgogliosa di una casalinga ultra-cattolica, perbenista malbenista (?!) e vagamente zoccola. Una tipica lettrice della James, in pratica. Dimora in un Piano diverso da quello dei Forgotten Realms, e ha come ancelle le yochlol, ossia esseri di una forma non bene specificata: una bacchetta viscida di cera fusa. What? Non chiedetemelo. Appariranno in una scena che dovrebbe essere comica (e non lo è) in cui Alton e Masoj tentano di evocare lo spirito della Matrona di Casa De Vir, scatenando le ire di una yochlol. Tramite una maledizione può trasformare la gente in ibridi Drow – ragno.

E ora…

La trama.
La storia inizia con Dinin, intento a fare acrobazie con la sua cavalcatura – lucertola, diretto all’Accademia di Menzoberranzan, nome fantasioso, per commissionare dal maestro Senza Volto l’omicidio di Alton De Vir, dato che i Do’ Urden stanno per attaccare i De Vir e a Senza Volto servono degli unguenti per curare le ferite alla faccia, sfigurata a causa di una magia. La logica in tutto questo? Da Briza, Vierna e Maya, ovvio, ossia a putt..
Ehm.
No, seriamente, io non so in base a cosa Senza Volto sia ancora vivo dopo che un incantesimo gli ha praticamente cancellato la faccia, ma evito di chiedermi cose simili, ormai. Fatto sta che le lotte politiche Drow funzionano così: se una Casa stermina completamente l’altra, e senza che la Città scopra chi è l’attaccante, allora è tutto regolare. La Casa attaccata cessa di esistere e viene dimenticata da tutti. In caso contrario, i superstiti possono denunciare l’avvenimento e fare sì che la Casa attaccante venga sterminata.
Il senso? Boh.
Mi riconnetto a quel che ho detto prima: tutto il libro è solo un modo per descrivere la società Drow in modo tremendamente e stupidamente romanzato. E ne abbiamo prova di seguito: vediamo la descrizione della distruzione di Casa De Vir, la morte di Nalfein, Drizzt che si salva per il rotto di cuffia. Senza Volto fallisce nel suo intento e viene ucciso da Masoj, il suo aiutante, perché è il principe della sesta Casa più potente e non accettava il fatto di essere un servitore. Giustissimo. Sarebbe sul punto di ammazzare pure Alton, ma questo lo dissuade, perché sarebbe stato un ottimo alleato tra i maestri della sezione di magia dell’accademia, Sorcere; infatti, Alton si sostituisce a Senza Volto, sfigurandosi volontariamente con dell’acido.
… No, non commento. Non lo farò, mi spiace. No.

Porca di quella puttana, ma perché?! Scappare? Andare via? Masoj odiava Senza Volto e tutti quelli vicini a lui, quindi intralciare quelli che volevano Alton morto sarebbe stata l’apoteosi del piacere, e Alton se ne sarebbe stato libero di far quel che voleva! E invece no! La trama ha parlato, De Vir deve fare l’autolesionista e passare tutti gli anni successivi a comportarsi come un cattivo di Scooby – Doo.
ARGH!

Drizzt viene affidato a Vierna per la prima parte della sua “educazione” (leggasi “indottrinamento”), in cui avremo prova del carattere di Drizzt e del modo in cui i Drow educano i figlioletti. Male. Molto male. A sedici anni inizierà ad addestrarsi con Zak, e Salvatore ci darà prova della sua grande abilità nello scrivere dialoghi, dato che durante i combattimenti ‘sti due non staranno zitti un secondo, litigheranno spesso e passeranno il tempo a fare dei botta e risposta che hanno l’unica utilità di farci vedere quanto sono diversi rispetto al resto dei Drow.
Di mezzo ci saranno varie scene inutili, da Malice che va a visitare la Prima Casa di Menzoberranzan a Alton e Masoj che fanno i coglioni per cercare di scoprire il nome della casa che ha distrutti i De Vir, evocando lo spirito della Matrona Ginafae e scatenando le ire delle ancelle di Lloth, passando per esecuzioni pubbliche di Case denunciate.
Drizzt arriva all’Accademia, e inizia il suo apprendistato, nella sezione per guerrieri di cui non ricordo il nome. Finito quello, dopo una decina di anni, ci saranno varie altre scene allunga brodo che ci porteranno, finalmente, al finale: dato che durante un’incursione in superficie Drizzt ha avuto la buona idea di far finta di uccidere una bimba elfica per farla scappare, Lloth è adirata con casa Do’ Urden e vuole un sacrificio. Vedete che somiglia ad una casalinga disperata e lettrice della James?! Pensa solo ad una cosa!
In ogni caso, Zak si sacrifica per salvare il figlio, che dopo aver ammazzato Masoj e Alton smascherato, finalmente, fugge.

Che poi, che senso ha andare in superficie ad ammazzare gli elfi, se sono stati loro a cacciarvi nel Buio Profondo? Okay, vendetta, ma… Chi ve lo fa fare? E poi, come fate a sapere che vicino allo sbocco per la superficie ci sono degli elfi?
Oh, sì, immagino… Sarà qualcosa tipo l’Occhio di Sauron…

***
Dunque, questo era Il Dilemma di Drizzt. Come vi ho già detto, aspetto di comprare altri libri di Salvatore, prima di dare un giudizio definitivo, ma per il momento…
EXTERMINATE!
«Yuvie, non essere ripetitivo!»
State zitti!
Yuvie – The Alchemist

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