Cosa ha portato qui dei poveri sventurati.

Salve a tutti dalla vostra Ginger che ha ufficialmente finito le vacanze!
So che non ve ne frega nulla, ma devo pur introdurre il post in qualche modo, quindi zitti e andiamo avanti.
Dato che avrete certamente sentito la mia mancanza (ma anche no), ho deciso di rifilarvi questo post tappabuch  post originalissimo per il quale non mi sono assolutamente ispirata ad almeno altre due blogger, per passarvi il tempo mentre organizzo le idee per i prossimi post più impegnativi.

Come i più arguti fra voi avranno già intuito dal titolo, oggi voglio condividere con voi i termini che gli internauti digitano su Gùgol e che in un modo o nell’altro li hanno portati a questo lido di orrori che sarebbe il mio blog.
*una fialetta d’acido le sfiora la testa*
… Il NOSTRO blog, ovviamente, mio caro Alchimista.

La prima cosa da dire è che, leggendo, ho scoperto in quanti modi diversi sia possibile scrivere “The Ginger ‘n’ The Alchemist”, fra i quali quello più degno di nota è senza dubbio

de ginger end de alchemist

Giuro che mi sto ancora chiedendo se sia ignoranza o sia voluto. Ai posteri l’ardua sentenza.

Proseguiamo in maniera soft, con gente che, all’alba del ventunesimo secolo, non sa cosa significhi il termine inglese “ginger” e così, ci ritroviamo in rapida successione

doctor who ginger significato

Non ti commento solo perchè sei un Whovian. U.U

un mio amico si fa chiamare ginger che vuol dire

Non mi è chiara una cosa, ma perchè dialogare con Google come se fosse una persona?

ginger significato porno

A questo punto comincio ad avere paura.
Giuro nel nome del Dottore e di tutti i pantheon di D&D che insulto in continuazione che l’uso che ho fatto io del nome “Ginger” è quello classico per indicare le persone rosse di capelli, non sono una porno star!

Comunque, il nostro amico quassù mi dà il pretesto per introdurre la sezione delle chiavi di ricerca vietate ai minori di diciotto, quindi mandiamo fuori l’Alchimista, preparate i sacchetti per il vomito e proseguiamo con coraggio nei meandri più tortuosi delle menti internettiane.

Minorenni e persone facilmente impressionabili sono pregati di saltare direttamente al punto in cui scriverò che la via è libera.

Bene, lettori avvisati mezzi salvati, partiamo dai due più leggeri

pornazzo
scene eccitanti di sesso

No, ma così spudoratamente proprio?  Nemmeno un pochino pochino di finezza in più?
Ecco, non prendete esempio da quello qui sotto, però, eh?

riprese di sesso a squola e nude

Ve lo chiedo per favore, qualcuno mi dica che è il titolo di una parodia di non so quale cazzo di film! Vi prego!

VIA LIBERA!

Continuiamo ad esplorare i lati più contorti e preoccupanti delle menti degli internauti con un paio di ricerche che mi fanno seriamente riflettere sulla sanità mentale della gente.

indovinello gallileo cadavere donna

Non so se sia un film, figliuolo, ma sappi che mi inquieta un sacco.

lei e’ sposata con lui a nyc e lo controlla, non e’ + su facebook non ha amici isolato

Ci va la polizia per ‘ste cose, santiddio! Non Google!
E di certo non me e Yuven.

simbolo la ghiandaia imitatrice satanico

Mi dispiace, mio caro, ma hai sbagliato tutto. Era Harry Potter quello satanico, hai presente? Non confondiamo le cose!

la nave delle schiave sadomaso vendute

Scommetto che tu sei parente di quello tre ricerche più su, perchè non vi trovate una di queste sere a parlare di cose inquietanti fra di voi?

hermione resta incinta di draco e cerca di nasconderlo efp

… AIUTO!

Con questa inquietante informazione che dovrebbe spingere voi a meditare su cosa gira per EFP-Fanfiction e noi a meditare sui termini che è meglio evitare d’ora in poi nel blog, passo a  inaugurare la sezione “delle fangirl”

a che pagina del libro graceling po e katje si baciano

42.
No, scherzavo. Leggitelo quel libro, per la miseria, cos’è quest’idea di cercare solo il pezzo che vuoi?!

bella swan

Non è qui, grazie a Dio.

saga twilight

Giuro, vorrei vedere la tua faccia quando sei capitata qui.

youtube foto cullen

*Fa il gesto dell’ombrello*

Arriviamo così alla penultima sezione, sperando che ci sia ancora qualche coraggioso sopravvissuto fin qui, la sezione delle ricerche WTF.

colfer jurassic park

Secondo me hai fatto un pochiiino di confusione.
Ma proprio poca poca.

continuazione dell’ultimo episodio di scooby doo mistery inc

Non ha niente di male, di per sè, eh?
Solo che sono cose che uno non si aspetta.

كابيلا سانتا ماريا ديل بوبولو

… ehm.

Basta, siamo giunti alla fine.
L’ultimo che ho tenuto è un poveretto a cui vorrei davvero chiedere scusa dal più profondo del cuore.

non parliamoci mina testo

Sappi che faccio le mie più sentite condoglianze a te che cercavi una dea della canzone e hai trovato me.
Comunque, se ti interessa ancora, il testo è qui.

A presto con qualcosa di più interessante!
*Uno sbuffo di fumo, un lampo rosso e Ginger scompare prima che qualcuno fra il pubblico la uccida per i post insensati*

Mina – The Ginger

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“Splendido” (Cit.)

Breve comunicazione di servizio e sproloquio immane sugli emergenti del fantasy!

Ehm, okay.
Per motivi che non starò a ripetere, ma che si riassumono largamente nella parola “scuola”, in questo periodo non sono molto presente. Anzi, è praticamente come se mi avessero preso e schiaffato nell’universo del Ciclo dei Robot e io sia troppo felice per tornare indietro e pensare ai miei sedici followers!
*Quindici!*
Zitta, Rossa!
Dunque, la comunicazione di servizio consiste, principalmente nel: ho quasi esaurito i libri squallidi. Sono al lavoro su tre recensioni di libri penosi (chi segue la pagina su Facebook, ossia Ulisse, saprà che uno di questi è Il Dilemma di Drizzt; gli altri sono top secret)
[E scusatemi il bruttissimo gioco di parole]
Questo, comunque, non è assolutamente (noooooo) una scusa per dire che mancherò ancora! Ho già stilato una lista di argomenti fantasyosi che non siano necessariamente recensioni, e inoltre queste ultime non si fermeranno affatto, perché sempre Ulisse saprà che ho iniziato a stilare un’estremamente pericolosa Guida Galattica alle Fanfiction, che sarà a puntate.
Quindi, no, non vi siete ancora liberati di me!

Comunque, e questa è una nota che ho aggiunto successivamente, oggi, 12 Giugno, HO FINITO LA SCUOLAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!
Quindi, ripeto, non vi siete liberati di me, e vi annuncio che con l’estate sono abbastanza sicuro di riuscire a postare con una certa regolarità!
Ultime parole famose? Può darsi.
Ora, sotto le ispiratrici note di Paranoid Android, via con l’articolo vero e proprio.

Vi sarà certamente capitato, un giorno o l’altro, di addentrarvi nel reparto fantasy della vostra libreria di fiducia. Se, come me, la vostra libreria non ha un reparto fantasy ma un semplice scaffale, oppure semplicemente non avete una libreria di fiducia, non fatevi prendere dal panico: non sapete a cosa potreste andare incontro.
Perché? Se, sempre come me, siete degli incorreggibili, schizzinosi, irascibili individui che si dilettano a scrivere fantasy, i risultati potrebbero essere spiacevoli.
Potreste venire presi da un arresto cardiaco, e fare sì che la libreria che ospita gli abomini che avete visto si assuma le responsabilità e venga chiusa;
Potreste iniziare a imprecare e imprecare e imprecare, e verreste buttati fuori;
Potreste semplicemente uscire e gettare una maledizione su quel luogo.
Se vi interessa, io, a giro, compio tutte e tre le azioni. Poi ci si domanda dell’ignoranza del Sud, eh? Siamo stati io e i miei antenati, che a furia di arresti cardiaci abbiamo fatto chiudere tutte le librerie sulla piazza. Sentito, Lega? Pigliatela con me!

C’è da dire che io me le cerco. Tendo a comprare spesso libri di autori esordienti o comunque che non ho mai sentito prima. Ogni volta che compro un libro io, è un salto nel vuoto; la cosa potrebbe benissimo diventare controproducente, perché se malauguratamente dovessi comprare uno dei libri che verranno sull’onda delle Cinquanta Sfumature (previsti già dalla Rossa), il salto nel vuoto non sarà solo figurato, e lo stesso vale per qualsiasi paranormal romance, fantasy adolescenziale, Troisi’s fan, eccetera, eccetera. Questa politica del suicidio l’ho messa da parte, per adesso, perché sto leggendo principalmente Asimov, Adams e Coelho, e nel momento in cui posterò una loro recensione negativa qui dovrete seriamente pensare che il vostro Alchimista si sia buttato dalla finestra dopo aver comprato un qualunque plagio di pessima saga fantasy e che chi ha ereditato il computer abbia scoperto la password del suo account su WordPress.
In ogni caso, negli ultimi tempi il fantasy è un genere parecchio inflazionato. Ora, io non dico che sia dovuto al fatto che un sacco di gente prova a scrivere fantasy e fallisce miseramente, anche perché sono il primo che tenta di tirare fuori qualcosa di originale e non ce la fa, però converremo tutti sul fatto che è una delle ragioni principali.
L’altro motivo principale si riassume nella Teoria dell’Ilare Sogno: il Sogno è quello dell’esordiente convinto di sbancare con il proprio romanzo, l’Ilare è l’editore mentre gli viene esposto il Sogno.
In base al genere, la Teoria dell’Ilare Sogno può assumere vari nomi e connotazioni.
Nel caso del fantasy “tengo gnocca” italiano, diventerà la Teoria del Sociopatico Sogno; in quello dell’urban moderno, Teoria dello Stupido Sogno; nel caso del fantascientifico, Teoria del Sogno dell’Asimov Indemoniato.
Non volete davvero sapere come si chiama la Teoria che comprende le Cinquanta Sfumature. Ora che conosciamo i motivi di ciò che mi ha spinto a scrivere questo articolo, iniziamo con l’introduzione dell’argomento vero e proprio.
Okay, so che spezzerò qualche cuore. E che forse qualcuno spezzerà le mie gambe. Ma, per il bene del fantasy, dell’editoria, del blog e del mondo intero, io continuerò a scrivere!
Tu! Autore esordiente che mi leggi! Aspetta lì, vado a prendere la scopiazzat… IL COPIONE! IL COPIONE!
***
Eh-ehm.
Io sono il blogger Alchimista, vostro recensore di fiducia; d’ora in poi, ogni cosa che dirò corrisponderà a pura verità, tutto chiaro, “originalissimi” scrittori?! Da oggi, voi siete uno sputo d’inchiostro! La più bassa forma di scrittura che ci sia sul globo! Non siete nemmeno fottuti esseri umani, sarete solo una massa informe di materia organica vegetale comunemente detta plagio! Tutto chiaro, “originalissimi” scrittori?!
***
Forse sto esagerando.
Ma vedete, io me la piglio a cuore, in certe cose. A cuore, NEL cuore, dritto nell’aorta… Non importa, davvero. Nel giorno in cui morirò davvero d’infarto, verrò a perseguitarvi infestando le pagine della vostra copia di Twilight, o di Tre Metri Sopra al Cielo, o di qualunque altro libro brutto abbiate in casa, tranne le Cinquanta Sfumature. Anche gli spettri vendicativi hanno limiti e buon gusto.
In ogni caso, questo documento non intende assolutamente dirvi come dovete scrivere fantasy; non sono mica così saputello. Questo documento esporrà solo la classificazione zoologica delle belv… Ehm, autori. Si tratterà di qualcosa di utile, spero, dato che al giorno d’oggi c’è un sacco di pubblicità ingannevole!
D’altronde, quante volte vi è capitato di leggere, sul retro delle copertine, lodi incessanti sul romanzo in questione, provenienti anche da fonti di tutto rispetto?
“Incomparabile” – New York Times.
“Spettacolare” – The Sun.
“Splendido” – Associazione Agricoltori Uniti dello Zambia.
“Pieno di passione e sentimento” – Redazione Giornalino Scuola Media San Silvio Beatificato di Arcore.
“Mi ha stregato” – Marion Zimmer Bradley.
E tu: «Ma la Bradley è morta nel ’99!»
Ma il commesso è già fuggito coi soldi.

Diciamocelo: si gioca molto sul momento. È ben difficile trovare due romanzi dello stesso autore – “stella nascente”, oppure è ancora più difficile trovarne due belli. Ma è anche vero che si tratta di una nota positiva, in un’epoca in cui tutti si improvvisano scrittori, da Del Piero a Sasha Grey, passando per decine di persone che si gettano nella scrittura. Insomma, in ogni caso si tratterà di palle.

OKAY, YUVIE, BASTA CON LE FOTTUTE BATTUTE SQUALLIDE!

Ordunque. Per comprendere bene quello che passa nella mente malata dell’esordiente fantasy, dobbiamo analizzare il “bagaglio culturale” dell’individuo, i suoi gusti letterari, insomma. In un genere eterogeneo come il fantasy vi dovrebbe essere un’ampia scelta di autori da cui trarre ispirazione, ma, a quanto pare, non è così. Incontro sempre più emergenti che si rifanno quasi esclusivamente a Lui. Al Nemico Assoluto.
Tolkien.

Okay, chiariamo.
Io ho letto parecchi libri di Tolkien, e pur non potendolo annoverare tra i miei autori preferiti, lo rispetto in quanto “fondatore” del genere, anche se in fondo in fondo di fondatore non si tratta, dato che le origini del fantasy vero e proprio sono riconducibili a molto prima di lui. Trovo che sia di una pesantezza immane, considerando anche il fatto che era un medievalista, ma non lo odio e, a differenza di parecchie persone, non lo considero un dio sceso in terra. Non più, almeno…
Tolkien di là, Tolkien di qua, Tolkien su, Tolkien giù, a destra, a sinistra, in basso, in alto, angolato, a novan… NO! SCHERZAVO!
Insomma, fatto sta che il capillare (e, secondo molti punti di vista, giusto) successo di Tolkien ha influenzato molto autori, e questo è un bene. Finché si tratta di influenzare.
Tralasciando i casi di plagi veri e propri, dato che sono eclatanti e molto isolati… Avete mai fatto caso a come si struttura normalmente il fantasy? Una comitiva di disadattati, un compito da svolgere, una guida morale, magia, qualche volta una guerra… Qualcuno le chiama “caratteristiche”, altri “cliché”… Io non pendo da nessuna delle due parti della bilancia, mi limito a citare il caro Frank Zappa:
“Senza deviazione dalla norma, il progresso non è possibile”
E comunque, la cosa che non perdonerò mai a Tolkien sono gli elfi. Ma questa è un’altra storia.

Non pensiate, comunque, che la lista si fermi qui. Si stanno via via affermando varie correnti di autori emergenti, che spaziano dai Martiniani ai Troisiani, passando per Paoliniani, Steampunkosi, Sapkowskiesi e via dicendo.
Non cito Brooks perché è come citare Tolkien.
(Vi ho buttato l’osso, mastini polemici, venite a prenderlo! MWAHAHAHAHAHAH!)
E non cito la Rosso perché… perché no.
Aaaaanyway, facciamo qualche semplice distinzione.

Troisiana= Autrice (pochissime volte autore) estremamente diffusa in tutto il mondo, anche se con nomi diversi; che dire, sangue, botte e tette sono un trinomio perfetto. Ma, si sa, Italians do it better, e quindi alla Mary Sue classica si aggiungono dosi ancora più massicce di seghe mentali e diversi cliché e indecisioni amorose, il tutto contornato da una forte, fortissima dose di “momenti WTF” e situazioni paradossali.
Martiniano = Stronzo.
Paoliniano = LUKELUKELUKELUKELUKELATOOSCUROLATOOSCUROLATOOSCUROFORZAFORZAFORZA

… Lo so di meritarmi tutte le vangate di questo mondo. Lo so.

Direte voi: “Ma tra ispirarsi e copiare c’è differenza!”. Ebbene, la differenza è labile. E, in ogni caso, voi vorreste leggere soltanto megacitazioni a opere che avete già letto prima? Quando, oltretutto, spesse volte le citazioni sono fatte male?
(Esatto, Paolini, non ti ho perdonato per aver citato Doctor Who)
E… Per il “copiare”… Per quello arriverà un articolo a parte… Prima o poi… E lì citerò fortemente qualcuno.
VERO, EH, VERO, RAZZA DI MALEDETTO PICCOLO…
(*Provvidenziale padellata a difesa della privacy, del buon gusto e della politica anti-spoiler*)

Passiamo, infine, ai metodi di pubblicazione. Una parola: e-book. Il che, vista l’idea che il lettore medio ha degli e-reader, può essere considerata una specie di gigantesca presa per il culo della casa editrice oppure un’azione benefica verso i lettore. Sono più propenso per la prima. Quelle poche volte in cui è possibile trovare qualche nome sconosciuto tra gli scaffali di una libreria, verrà quasi naturale giudicare il libro dalla copertina e urlare varie esclamazioni. La più gettonata è: “BIMBOMINKIAAAAAAA”, data la prolifera industria della Paranormal Romance, questi tempi. Tutto questo prima, ovviamente, di avere un arresto cardiaco.
Emergenti, sentitemi: per le idee originali, non basta poi molto. Usate i Pink Floyd. Potreste diventare dei genii oppure potreste avere degli incubi che vi spingeranno al suicidio ed eviteranno che pubblichiate. Oppure, se non volete il suicidio, provate a sforzarvi un po’ di più, a partire dai nomi. Invece di riciclarli, battete un pugno sulla tastiera e prima o poi ne uscirà uno bello e originale. E, per l’amor del cielo, BASTA STREGONI!

Yuvie – The Alchemist

Un tempo mi piacevano le bambole… poi vennero Moffat e Zafòn.

Emh… salve! Scusatemi, non so se vi ricordate di noi, siamo i due pazzoidi che scrivono post deliranti non richiesti da nessuno.
*Ginger saluta agitando un pennarello*

Nonostante dopo il periodo di stress che ho appena passato la voglia di stroncare qualcosa sia molto elevata, manca però la voglia di leggere un libro schifoso solo per stroncarlo, indi per cui oggi vi beccate il commento ad un libro che non mi è affatto dispiaciuto.
Signori, oggi recensiamo Le luci di settembre, del famoso Carlos Ruiz Zafòn.

La prima cosa da dire è che questo è uno di quei libri che Zafòn ha scritto da giovane e che sono stati pubblicati nella narrativa per ragazzi e sono stati ristampati solo molto più tardi a causa di una disputa legale.
Già da qui si potrebbe fare una riflessione sul fatto che questo romanzo Zafòn l’abbia pubblicato per la prima volta a trent’anni e chiede scusa per le ingenuità “giovanili”, mentre da noi c’è gente che pubblica a quindici anni e non accetta una critica che sia una.
Sorvoliamo, tuttavia, sulla questione per tornare al vero scopo di tutta questa introduzione: Zafòn, come tutti ormai sanno, è famoso per libri come L’ombra del vento e Il gioco dell’angelo, il libro di cui parleremo oggi è invece uno dei suoi primi libri, scritto quindi PRIMA di quelli che gli hanno dato la fama; chi li ha letti giura che gli altri siano molto migliori e via dicendo, io non li ho letti, quindi non sono in grado di valutare Zafòn in generale. Questa recensione è limitata solamente al libro in questione.

Dopo questa introduzione fatta per pararmi il per dovere di cronaca, diamo fuoco alle polveri e lanciamoci nella storia.
Ignoriamo bellamente la quarta di copertina scritta dalla Mondadori, cosa che consiglio di fare per praticamente qualunque libro da loro pubblicato, perchè o ci infilano uno spoiler o scrivono qualcosa che non c’entra un accidente. In questo caso, infatti, sembra far pensare che il libro sia una bellissima storia d’amore con tinte cupe, quando invece è un thriller-dark-gotico con tinte romantiche.
Ci hanno preso in pieno, insomma. -.-”
La storia inizia subito con una lettera scritta in toni malinconici, nostalgici e strappalacrime ad un livello che se, come me,  vi trovate a leggerlo in un momento di depressione il primo quarto di storia è pura agonia.
*Intrusione dell’Alchimista: “Ginger, non gliene frega niente a nessuno dei tuoi problemi emotivi!”*
*SDENG!*
Dicevamo, la storia inizia precisamente così:
“Cara Irene,
le luci di settembre mi hanno insegnato a ricordare i tuoi passi che svanivano nella marea. ”
Il resto della lettera è all’incirca sullo stesso tono, sia a livello “emotivo” sia a livello stilistico. Dov’è il problema? Solo che a scrivere così è il figlio adottivo di un pescatore che è stato educato in casa.
Sì, esatto; è stato educato in casa e scrive meglio di un sacco di diplomati!
*Vocina dal pubblico: “Non che ci voglia molto!!”*
Dopo essere stati sommersi da due pagine di malinconia e depressione, inizia finalmente la storia vera e propria.
Siamo a Parigi ed è il 1937, il marito di Simone Sauvelle è appena morto, lasciandola vedova con un figlio, una figlia e tanti debiti. Già mi sembra di sentire le voci che dicono: “E fin qui, niente di nuovo!”
In effetti anche nelle pagine seguenti la storia non si discosta di molto dallo schema classico: abbiamo la famiglia un tempo benestante che si ritrova prima a stringere la cinghia, poi a vendere la casa trasferendosi in un piccolo appartamento e a vivere dei soldi guadagnati dal lavoro provvisorio della madre e dalla figlia, Irene, che lavora in una sala da ballo di nascosto dalla madre, dove danza con i soldati in cambio di qualche spicciolo.
Come?
Come fa Irene ad andare a ballare con i soldati e a mettere i soldi guadagnati in mezzo ai risparmi di famiglia senza che sua madre lo scopra?
Quante domande che vi fate.
L’occasione fortunata per i Sauvelle arriva quando, tramite un amico, Simone trova lavoro come “governante” a Cravenmoore, la gioiosa villa gotica dell’ex-inventore di giocattoli Lazarus Jann.
Questo Lazarus vive ai confini di un piccolo villaggio di pescatori della Normandia ed è disposto ad offrire alla famigliola una casa sul mare nel suddetto villaggio e a pagare gli studi a Dorian e Irene, i due ragazzi, in cambio Simone si sarebbe occupata di gestire i rifornimenti della villa, di gestire la corrispondenza, di svolgere all’incirca ogni faccenda burocratica possibile e, in quanto ex-insengante di letteratura,  di aiutare Lazarus in alcuni lavori che stava compiendo nella sua biblioteca personale.
Okay, a questo punto propongo una pausa per dare un’occhiata allo scenario e ai personaggi che ci si muovono sopra.
Cravenmoore: Mezza cattedrale, mezza villa signorile, Cravenmoore è un’enorme palazzo gotico che si trova ai margini di un bosco in cui vive Lazarus, adiacente ad esso c’è l’ex-fabbrica di giocattoli in cui l’uomo un tempo lavorava e in cui va ancora, ogni tanto, a costruire automi. È una di quelle ville così enormi da ricordare nelle descrizioni qualcosa delle dimensioni della Reggia di Caserta mischiata con il Duomo di Milano per l’enorme aggiunta di orpelli gotici. Questo per quanto riguarda l’esterno, l’interno, fra corridoi enormi dai soffitti altissimi e scale tortuose a misura di puffo, è pieno zeppo di giocattoli e automi di ogni tipo, da uccelli in legno che volano davvero, al creepy maggiordomo “robotico” che apre la porta passando per i giocattoli che suonano la tromba e altre amenità simili.
Chi vive in quest’enorme spazio labirintico e cupo? Due persone!
Lazarus Jann, inventore, e sua moglie malata. Per cinque giorni a settimana a Cravenmoore insieme alla coppia dorme anche Hannah, giovane ragazza del villaggio che si occupa di fare le pulizie alla villa… sì, una persona sola, per pulire un palazzo gotico, roba che mia madre si venderebbe un rene per trovarla una così che le tiene dietro a casa mentre lei lavora.
Baia Azzurra: il poccolo paesino di pescatori in cui i nostri eroi vanno a vivere. Essenzialmente potremmo chiamarlo il paese del Mulino Bianco che rende perfettamente l’idea del luogo, che sembra uscito da una cartolina, da un libro di fiabe o, meglio ancora, da un presepe costruito in una casa in cui non ci sono bambini piccoli a giocare con le statuine a fare in modo che i pastori vendano le pecore ai locandieri.
(Stralci di vita da casa di Ginger, volume I)
Casa del Capo: La casa sul mare in cui vanno a vivere i nostri eroi. Una specie di cottage sulla spiaggia, con tanto di piccolo molo d’attracco privato, terrazza sul mare e via dicendo, una di quelle cose per cui mia madre vederebbe il rene rimanente, probabilmente, ma se non lo facesse lei lo farei io.
L’isola del faro: Un’isoletta poco al largo di  Baia Azzurra, su cui, appunto, si trova un vecchio faro.  Isolata dalle correnti per tutta la notte, su quest’isola abbandonata si vedono a volte brillare alcuni luci: le Luci di Settembre da cui il titolo. La leggenda vuole che siano l’anima di una fanciulla che, dopo aver abbandonato Baia Azzurra durante una festa in maschera per raggiungere l’isola in tutta fretta, era poi affogata quando la corrente aveva spinto la sua barca contro le rocce, ma di questo parleremo dopo

Parliamo ora dei personaggi!
Irene: una Mary Su  una cara, dolce, bellissima, coraggiosissima, intelligentissima agile ragazza. In poche parole, la prova che anche i bravi scrittori non sempre riescono a sfuggire al Male Supremo.
Dorian: il poveretto nato con la sfiga di essere il fratello di Irene, personaggio che sa da poco e passa il suo tempo a correre su e giù in bici e a disegnare mappe. Tornerà utile alla fine o, per essere più precisi, la sua bicicletta tornerà utile.
Ismael: altro poveretto che ha la sfortuna di innamorarsi di Irene, oltre che di essere anche abbastanza scemo, ma grazie al cielo sa manovrare una barca e ha un buon sangue freddo, quindi torna di certo più utile del fratellino… e comunque sa scrivere meglio di un diplomato, eh?
Hannah: ragazzina pettegola e superficiale, che oltre a fare le pulizie meglio di un’impresa apposita ha anche il ruolo di spargere notizie, indiscrezioni e indizi in un modo che farebbe la gioia di Jessica Fletcher.
Simone: forse l’unico personaggio femminile che mi abbia dato un minimo di soddisfazione, una donna forte anche se un po’ ingenua; abbastanza intelligente da notare un sacco di indizi, ma non abbastanza da connetterli nella teoria giusta (e non la si può biasimare)
Lazarus: il vero protagonista del racconto, o così mi piace pensare; il personaggio migliore di tutti, quello con più prfondità e quello che alla fine lascia davvero il segno, in positivo o in negativo.

La prima parte del romanzo scorre in maniera abbastanza anonima, abbiamo Simone che trova strane lettere nella corrispondenza, Irene e la sua storia d’amore, Ismael e Irene che ritrovano un vecchio diario all’isola del faro… finchè una notte, durante uno di quei temporali da finimondo, Hannah sente una finestra sbattere in un’altra ala di Cravenmoore, quella riservata alla moglie malata e costretta a letto di Lazarus, convinta di averla dimenticata aperta, la ragazza si alza e percorre i vari corridoi cupi e pieni di automi che, al buio, diventano molto creepy; infine arriva in questa’ala solitaria del castello e, seguendo il rumore, entra in una stanza in cui non era mai stata. Una stanza con le pareti ricoperte di ritagli di giornale e arredata come la stanza di un bambino, con il dettagli cruciale che non ci sono giocattoli.
Questo è il punto in cui il romanzo, che finora sembrava sì gotico-dark, ma pur sempre “realistico”, inizia ad assumere tinte fantastiche.
La giovane si sente chiamare,  ma non c’è nessuno a parte lei; ad attirare il suo sguardo è, quindi, una boccetta di vetro trasparente. Quando Hannah la apre dalla boccetta esce un’ombra, non saprei come meglio definirla, che insegue la ragazza per tutta Cravenmoore fino al bosco, dove la uccide.

Questo è il punto del romanzo oltre il quale le cose si fanno molto più frenetiche, molto più dark e molto più interessanti.
per dirla in breve, perchè non voglio rovinare proprio tutto il libro a chi vorrebbe leggerlo, vediamo Irene e Ismael infilarsi a Cravenmoore per indagare sulla morte di Hannah e lì venireinseguiti da un’enorme angelo meccanico deciso a ucciderli; Dorian che nota strane luci nella foresta e l’Ombra che rapisce Simone e la rinchiude a Cravenmoore, dove Lazarus ha il suo bel daffare contro gli automi da lui stesso costruiti.

Basta.
Non vi dico come va a finire, perché questo è un libro che, tutto sommato, giudico molto piacevole da leggere e ho la pessima abitudine di raccontare l’inizio nei dettagli ma non dire nulla sulla fine con i libri così, per vedere se, magari, qualcuno si incuriosisce e li va a leggere.

Considerazioni finali.
I CONTRO
1) Mary Sue, Mary Sue, Mary Sue… ma devi proprio infestare ogni autore, porca miseria?!
2) Gli irritantissimi Hannah e Ismael, troppo stereotipati per vivere.
3) Fantastico e realistico poco bilanciati, hanno l’effetto di lasciare spaesato il lettore che, si aspetta qualcosa di verosimile e si trova ombre e patti col Diavolo e resta perplesso.
4) La lettera iniziale… e anche quella finale.
I PRO
1) Lazarus.
2) Gli automi e l’Angelo che fanno una paura assurda.
3) Le descrizioni.
4) Le scene di azione ben mostrate.
5) Cravenmoore
6) Simone, che, tutto sommato, mi ha fatto una buona impressione.

Questo è quanto, signori, spero di non avervi annoiato troppo, ma consolatevi, presto torneremo con le solite minch spumeggianti e spiritosi come sempre!

Mina – The Ginger

PERDONO!

Buongiorno!
O buonasera.
Come avranno certo notato i più svegli di voi, io e la Mina arriviamo da un brutto periodo di inattività, fra scuola e università. Siano maledetti gli integrali!
E il latino.
E Catone. Soprattutto Catone.
Ovviamente, miei amati lettori…

Come? Sì, sì, cara, certo che ti considero!

Dicevo, NOSTRI (pochi) amati lettori, con questo post non sto assolutamente cercando scusanti! Ma certo che no! Infatti il processo che io e la Rossa stiamo organizzando e scrivendo a quattro mani è puro e semplice piacere (o masochismo, dopotutto sono quasi la stessa cosa) personale!
Ma mi zittisco. E, per tenere a bada i Lor Signori, ecco un piccolo e (in)utile manuale…

Come? Che vuol dire “Quali signori?”?!

Le 10 cose da fare per un mago fantasyoso.

Sì, lo so che ultimamente mi piace fare liste (i Comandamenti, le liste di proscrizione… Ehm… Forse quelle no…) ma per VOI (chi?) posso tentare di non essere banale!

N.B. Se ho scritto “tentare” c’è un motivo…

1) Mai arrivare in ritardo né in anticipo, ma solo quando intendi farlo;
2) Mantieni la calma, tanto ci sono le Aquile;
3) IL BASTONEEEEEEEEEEEEEEEEEE!
4) Le bacchette sono per le checche;
5) Meglio il mare, tanto Saruman vuole buttare giù la montagna;
6) Perché una palla di fuoco può tutto;
7) Principio di Giasone: più è lunga la barba, maggiore è il potere;
8) I negromanti sono cattivi. Non importa perché;
9) Okitipoketiwoketiwà.
10) In caso di emergenza, chiedi sempre ai Leah.

Ma non mi dimentico mica di voi! Magari qualcuno non sa bene come comportarsi con i maghi… A chi non è mai capitato, dopotutto? Be’, io penso anche a voi! Ho pronta anche una corta lista delle Cose da NON fare con un mago!
Ringraziatemi, su!

1) “E tu saresti un mago? PWAHAHAHAHAHAH!”;
2) “Senti, mi fai quel giochetto della moneta dietro l’orecchio?”;
3) “Scommetto che quella storia del Demone Divora – Interiora è una puttanata!”;
4) MAI. INSULTARE. ALBUS. SILENTE;
5) Non fare riferimento ai colori;
6) Né ai barbieri;
7) O alle donne. Soprattutto alle donne!
8) E nemmeno a George Martin;
9) Mai parlare dell’andamento dell’istruzione;
10) “Pfff! È risaputo che voi maghi non siete in grado di sostenere un combattimento corpo a corpo!”


Mi rendo conto del mio squallore e della mia miseria, signori.
Più del solito, almeno…
Ma, visto che ho avuto la splendida collaborazione della Rossa, sono felice! Mal comune mezzo gaudio! E poi, se il post dovesse essere un flop, probabilmente darò la colpa a lei.
Eheh.

Yuvie – The Alchemist

La teoria del Complotto: cospirazione o attentato mirato a spappolare i nostri cervelli?

****ATTENZIONE!****
Se pensate di non trovarvi d’accordo su una qualsivoglia frase o informazione presente in questo post, astenetevi dal leggerlo.
In caso lo facciate e persistiate comunque nell’attaccare, Ginger ha già la padella pronta.
****DISCLAIMER FINITO, LEGGETE SENZA REMORE!****

Specifichiamo immediatamente: l’idea per questa roba è arrivata da un video (esilarante dal mio modesto punto di vista) su Youtube, “The best UFO sightings”.
Sì, già iniziamo male.
Tralasciando il fatto che non riesco a comprendere in nessuna maniera con che criterio vengano decise i “migliori” avvistamenti di oggetti non identificati, e tralasciando anche che il canale in questione ha un nome composto da un gioco di parole alquanto demoralizzante, io mi chiedo: COME?
COME hanno raccolto tutti questi filmati?
COME è possibile che ci siano stati tanti avvistamenti in un mese solo?
COME mai non se ne è parlato?
E soprattutto:
COME ci è finito un video così tra i suggerimenti di Youtube?!
Ditemi voi se è normale che tra canzoni dei Dream Theater e video di Yotobi mi debbano spuntare robe simili!
Comunque, immagino che tutti abbiamo sentito almeno una volta le parole “teoria del complotto”. Due o tre generazioni ci sono letteralmente cresciute, sentendo parlare di alieni, di Illuminati, di New World Order, di ufologia e quant’altro.
Ma andiamo per ordine. Cos’è la teoria del Complotto?
Volete la mia spiegazione o la definizione ufficiale?
Facciamo che vi do la mia spiegazione, eh?
È il modo più facile e semplice per gli scaricabarile. Il sistema economico e sociale del tuo paese fa pietà? Ma è molto più semplice dare la colpa ad una cospirazione mondiale, mi pare ovvio! Ed è molto più facile comprare libri e trattati “scientifici” partoriti da GIORNALISTI!
Forse l’avete capito da soli. La teoria del Complotto è l’idea generale secondo cui molti avvenimenti politici, sociali e a volte anche naturali (non commento, va’) siano legate a qualche causa potente e nascosta.
Vi starete chiedendo da un bel pezzo: ma cosa c’entra tutto questo con la politica bibliofila che dovrebbe mantenere il blog? Pensateci un attimo. Questa mania per il paranormale è talmente entrata nell’immaginario collettivo che si sprecano programmi TV, film e libri sull’argomento. Si trattasse almeno di qualche romanzo scritto bene o di qualche serie TV ben impostata! Ma no, ora non puoi aprire la televisione per guardare i canali culturali di sky che ci trovi programmi di ufologia e/o misteri a bizzeffe!
Non dico che l’ufologia non possa rivelarsi una disciplina interessante (anche perché non ne so molto), ma… Con calma! Nessuno ha bisogno di milioni di fonti che dicono le stesse cose!
E, se vogliamo scendere nel dettaglio della “teoria del Complotto di stampo ufologico”… Che conclusioni dobbiamo trarre? Facciamo il conto: stando all’ufologia moderna, per la nostra splendida arancia blu sono passati Anunnaki, Grigi, Nordici, Mothman, Alieni selvaggi, Venusiani, Pleiadiani, Rettiliani… Insomma, siamo la Lampedusa della Via Lattea. C’è solo da sperare che da qualche parte non esista un Pianeta Leghista perché in tal caso sarebbero cazzi. Non si contano teorie riguardanti l’intervento di civiltà aliene nella costruzione di monumenti e opere umane, come le piramidi. Addirittura alcuni hanno il coraggio di sostenere che la razza umana è nata da un esperimento, avvallando tali teorie con presunti contatti con civiltà extraterrestri. E intanto gli autori fanno soldi a palate. Chissà come mai ultimamente gli avvistamenti, i rapimenti e i contatti con civiltà aliene si stanno moltiplicando. Siamo vicini ad una rivelazione o un bel po’ di gente ha solo iniziato a fiutare lontano lontano l’odorino dei soldi?
In ogni caso, ormai siamo entrati nel tunnel, e ne usciremo tra moooolto tempo. Non possiamo fare altro che crederci o sopportare. Tanto io in libreria mi limito ad ignorare i titoli poco raccomandabili, persino quello che ho visto l’altro giorno, su un fantomatico utilizzo e successiva ribellione di robot e androi…

ISAAAAAAAAAAAC! GLIELO SPIEGO IO O GLIELO SPIEGHI TU?
Yuvie – The Alchemist

Lui è il gatto e io la volpe, siamo in società

Buongiorno a tutti i poveri sventurati che, per pura sfig puro caso, si sono trovati su questo blog.
Vi informo fin da subito che è nato in una sera in cui io e l’Alchimista ci siamo trovati a chattare, lui con un grande mal di testa e io reduce da un pomeriggio passato a studiare teoremi di analisi; penso che questo la dica lunga sul livello di intelligenza che potrete trovare qui sopra.Anche il titolo di questo post è derivato da uno dei nostri deliri, in cui abbiamo provato a stabilire che animale avremmo associato l’uno all’altra, è così saltato fuori che secondo lui io sarei una volpe e secondo me lui sarebbe un gatto; la citazione di Bennato mi è riuscita naturale.
Potrei continuare il paragone dicendo che “di noi ti puoi fidar” più meno quanto ti puoi fidare del Gatto e della Volpe originali, non nel senso che siamo qui per truffarvi tutti, ma nel senso che quello che scriveremo è ben lontano dall’essere una verità assoluta, ma sono solo opinioni, pensieri e deliri di due persone che non pensano nemmeno lontanamente di saperne più degli altri.
Perchè mettere questi deliri su internet?
E perchè no?
Abbiamo voglia di condividere idee e opinioni e di scambiarle con altri, un blog mi sembra un buon punto d’inizio. Non vogliamo insegnare nulla a nessuno, ma solo esprimere queste idee, divertirci e, si spera, far divertire.
Con questo chiudo il primo post di presentazione, che in realtà non volevo nemmeno fare, ma mi sembrava giusto così.
Un saluto, condoglianze a voi che siete capitati in quest manicomio e complimenti se siete arrivati fino in fondo al mio primo sproloquio.

Mina – The Ginger